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Omicidio di Budrio, seconda notte di ricerche. E sale la nebbia

Trovato un giaciglio attribuibile al ricercato numero uno per gli omicidi del barista Davide Fabbri e della Gev Valerio Verri. Intanto dall'Interpol arrivano dettagli sulla sua identità

I reparti speciali di Carabinieri ed esercito sono ancora alla ricerca del sospettato numero uno per gli omicidi di Molinella e Budrio. In un triangolo di terra paludosa, circa 300 uomini presidiano tutte le dorsali di pianura con posti di blocco, mentre i reparti speciali setacciano zona per zona le campagne, dove peraltro è difficile addentrarsi per via delle numerose zone paludose.

I cani da fiuto delle forze dell'ordine nella serata di ieri avrebbero anche individuato un giaciglio utilizzato dal fuggiasco, conosciuto anche nella zona, le campagne che vanno da Molinella ad Argenta, come 'Igor il russo'. E proprio sull'identità del soggetto, che diversi indizi indicano come l'autore sia dell'omicidio di Davide Fabbri, a Budrio sabato 1 aprile, che quello di Valerio Verri, due giorni fa a Portomaggiore, stanno emergendo alcuni dettagli.

Le impronte raccolte dalla scientifica nelle pertinenze attraversate dal sospettato hanno trovato riscontro negli archivi del'intepol. Si tratterebbe -secondo quanto riportato dal Corsera- di un uomo di nome e cognome diverso da quell'Igor Vaclavic menzionato fino ad ora, e le sue impronte digitali sarebbero state registrate dalla Polizia di Belgrado, e lui avrebe nazionalità serba, invece che russa. 

Intanto, sempre dalla serata di ieri, anche la nebbia che è scesa sta contribuendo alla latitanza di 'Igor'. Il perimetro delle ricerche ora si è esteso anche al ravennate. Sulle orme del fuggiasco ci sono, centinaia di uomini tra cui anche i paracadutisti del Tuscania, i Cacciatori di Calabria, personale del Gruppo intervento speciale (Gis) e altre forze di polizia, coordinati dalla caserma della Compagnia di Molinella.

Cordoglio e dolore da Legambiente per l'assassinio del socio Valerio Verri,  volontario che prestava attivamente il proprio impegno come Guardia Ecologica.
"Valerio, residente a Portomaggiore, da tempo svolgeva attività di vigilanza ittica e venatoria nelle zone del ferrarese, spesso in stretto collegamento con la Polizia Provinciale" si legge nella nota "E' stato proprio durante questa sua attività di volontariato a tutela dell'ambiente nella zona del Mezzano, che si è imbattuto nell'assassino, il latitante ricercato dalle forze dell'ordine per la rapina e omicidio ai danni di un barista di Budrio. L'associazione a tutti i livelli, esprime la più forte vicinanza alla famiglia. Allo stesso modo esprime vicinanza a Marco Ravaglia il membro della Polizia Provinciale, ferito dall'assassino, nello stesso episodio. Ravaglia condivideva da tempo rapporti di stima e collaborazione con Valerio Verri". 

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