Femminicidio di Castello D'Argile: così è finita la fuga dell'ex compagno

Nelle prossime ore la convalida dell'arresto

Si è messo ad aspettare la partenza del treno, dentro il vagone, solo, con almeno tre quarti d'ora di anticipo sulla partenza nella stazione di Imperia. Così è stato individuato M.C., 42 anni, ex compagno di Atika Gharib, la donna di 32 anni trovata morta bruciata in un casolare di Castello D'Argile. Per lui si sta avvicinando la convalida del fermo per indiziato di delitto da parte del Gip della città ligure.

Del caso si occupano i Carabinieri e la Procura di Bologna, ma le manette sono state strette dalla Polfer di Ventimiglia. Si dovrà procedere analizzando gli indizi sull'uomo: gli abiti, eventuali tracce di sangue e dell'incendio che ha devastato il capanno abbandonato. Gli investigatori erano già nelle sue tracce, dal momento che l'uomo aveva preso il cellulare della vittima, seguito negli spostamenti tramite le posizioni delle celle telefoniche che di volta in volta agganciava. 

Assieme al telefono, alla vittima è stata sottratta anche l'auto, che al momento non si trova. Il 42enne intanto si è stretto nel più assoluto mutismo e del caso si occupa il pm Tommaso Pierini. Ancora diversi sono gli interrogativi da dipanare attorno alla vicenda: si indaga anche su eventuali "fiancheggiatori" che potrebbero aver facilitato il suo arrivo al confine con la Francia. Lente puntata anche su una serie di telefonate che l'uomo ha rivolto ai parenti, nelle quali in maniera neanche troppo velata avrebbe fatto alcune ammissioni sul delitto.

Video| Cadavere a Castello D'Argile: le ricerche e i sopralluoghi

Secondo quanto emerso in un primo momento sembra che l'uomo avesse già dei precedenti di maltrattamenti e abusi, ma ultimamente erano emerse delle molestie anche nei confronti della figlia 16enne della vittima, avuta da una precedente relazione, cosa che aveva spinto la donna a denunciare il suo ormai ex compagno.

Proprio la richiesta di un ultimo appuntamento da parte di lui, per rivolgere le ultime parole e restituirsi delle cose, potrebbe essere stato fatale alla 32enne. Del pari erano stati emessi nei suoi confronti provvedimenti di allontanamento nei confronti della donna, misure sembra violate più volte. Fino al tragico epilogo.

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