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Omicidio di Emma Pezemo, docenti e studenti Alma Mater: "Perdita inaccettabile, era agli ultimi esami prima della laurea"

Emma era iscritta al corso al corso di Sociologia e Servizio Sociale

"Sgomento e profondo dolore per la prematura e atroce scomparsa della studentessa del Corso di Laurea magistrale in Sociologia e Servizio Sociale". Così l'Alma Mater dopo l'omicidio di Emma Pezemo, la 30enne trovata in un cassonetto dei rifiuti in via Palimiro Togliatti per il quale, al momento, è ritenuto responsabile un 40enne con il quale aveva una relazione, trovato impiccato. 

La morte della studentesa "ha lasciato attonita l'intera comunità dell'Università di Bologna - scrive in una nota Unibo - i compagni di corso e l'intero Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia in cui Emma studiava, giunta agli ultimi esami prima della laurea in Sociologia e Servizio Sociale, esprimono il loro sgomento, ricordando: "Emma si è sempre distinta per passione, impegno e determinazione ed era arrivata quasi al traguardo del suo percorso con buoni risultati. La notizia della sua prematura e atroce scomparsa porta dolore ed incredulità nei suoi colleghi studenti, nel corpo docente del Corso di Laurea ed in tutti i membri del Dipartimento".

"Un ennesimo femminicidio che addolora profondamente l'intera nostra comunità" commenta la prorettrice Elena Trombini, in nome dell'Ateneo.  "Da anni l'Università di Bologna lavora per la sensibilizzazione verso temi come la parità di genere e l'eliminazione della violenza contro le donne, attraverso iniziative e progetti aperti a tutte e tutti, in ogni momento dell'anno. Apprendere queste notizie non fa che aumentare la consapevolezza della forte necessità di tenere sempre alta l'attenzione, rafforzando le azioni contro atteggiamenti discriminatori e violenti, in particolare verso le donne".

"Nonostante la distanza - fisica ma non umana - che ci separa dalla sua famiglia, condividiamo con loro il dolore per una perdita inaccettabile. La nostra comunità ha perso una studentessa che era arrivata a Bologna per coltivare la sua esperienza universitaria con grande forza di volontà e spirito di sacrificio - scrive il Il Consiglio degli Studenti - Emma era venuta qui, come tante e tanti di noi, per costruirsi un futuro professionale e per una crescita umana, ma purtroppo ha trovato la morte con tragica brutalità, dimostrando come neanche le studentesse universitarie siano estranee alle dinamiche della violenza di genere. Nella speranza di non imbattersi nuovamente in tali episodi di cronaca, il Consiglio, a nome di tutte le studentesse e tutti gli studenti, ribadisce il proprio impegno a lavorare contro ogni forma di violenza dentro e fuori i luoghi dell’Università, attraverso quei valori di solidarietà, libertà e conoscenza reciproca che incarna. Rinnoviamo, quindi, la nostra vicinanza ed il nostro cordoglio a tutti i familiari e amici di Emma".

Le indagini

Sarà l'autopsia a chiarire le cause della morte di Emma. Del caso si occupa il pm Flavio Lazzarini, con la supervisione del Capo Giuseppe Amato. Già nelle prossime ore si potrebbe avere un elemento di conferma circa una ipotesi circolata sul movente del delitto, e cioè che a scatenare il gesto omicida possa essere stata la circostanza che la 31enne fosse incinta di lui. Al momento però questa rimane solo una ipotesi, un presunto movente.

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Omicidio Emma Pezemo: si cerca arma e luogo dove il cadavere è stato sezionato

E' stato aperto un fascicolo, con le ipotesi di omicidio, distruzione e occultamento di cadavere, tutte a carico del 43enne. La squadra Mobile sta cercando a tutto campo i tasselli mancanti per ricomporre le 24 ore trascorse tra l'ultimo avvistamento della 31enne e il rinvenimento dei suoi resti in un cassonetto di Viale Togliatti, poco lontano da dove Pezemou abitava, uno studentato in zona Casteldebole.

All'appello infatti manca ancora sia l'arma del delitto (forse un'arma da taglio) che il luogo dove Ngouenet ha sezionato il corpo della donna. Ulteriori elementi si cercano nel cellulare dell'uomo, così come il verificare se abbia fatto tutto da solo o sia stato aiutato da terzi nel mettere in pratica il delitto.

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Uccisa e butatta nel cassonetto: la macabra scoperta dopo la scomparsa denunciata dalla amiche

Il fatto. Nel pomeriggio di domenica 2 maggio la Polizia è intervenuta in via de Nicola per una segnalazione da parte delle coinquiline della  vittima, Emma Pezemou, originaria del Camerun, preoccupate dal fatto che la donna, 31 anni, non era rientrata nella propria abitazione nè aveva dato alcuna notizia di sè.

Attivate le ricerche, poco dopo è arrivata la tragica scoperta. Il corpo della giovane è stato rinvenuto in un cassonetto di via Togliatti, era stato fatto a pezzi, probabilmente con un'ascia. A portare gli investigatori dritti al cadavere sono state alcune tracce di sangue intorno al bidone del rusco segnalate da alcuni cittadini.

Il giallo ben presto pare avere una pista. Poco dopo il rinvenimento del cadavere di Emma, i poliziotti hanno trovato un altro corpo senza vita. Quello del compagno della giovane: Jacques Ngouenet, 43 anni, anche lui del Camerun, che era da qualche tempo ospite di una comunità per problemi psichici.

L'uomo si sarebbe ucciso impiccandosi. A far propendere per l'ipotesi di omicidio - suicidio un biglietto. Lo avrebbe scritto lo stesso 43enne, in francese, con frasi un po' sconclusionate. Lo scritto conterrebbe, secondo gli investigatori, elementi che fanno capire le sue responsabilità nel fatto.

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