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Omicidio-suicidio: spara con una pistola 7.65, aveva perso una figlia nel 2010

Si è sparato alla testa dopo aver ucciso con la stessa pistola Stefano Cagna, 34 anni, forse per un debito di 5.000 euro. E' stato trovato poco lontano da dove è sepolta la figlia, morta due anni fa

Assume sempre più i contorni di una tragedia anche personale. Dapprima uccide Stefano Cagna, imbianchino bresciano 34enne, ieri sera davanti al bar Texas nel quartiere San Donato e poi il killer, Salvatore Ferrara, imprenditore edile di 54 anni, incensurato, si ammazza, e viene trovato dalla parte opposta della città, a Borgo Panigale, dove abita e poco lontano dal cimitero, si apprende, dove è sepolta sua figlia, deceduta nel novembre 2010 per un male incurabile. Le indagini per chiarire proseguono mentre l'unica cosa certa e' che imprenditore e operaio si conoscevano e che frequentavano lo stesso bar.
 

IL MOVENTE. Entrambi edili, ma sembra non vi fossero rapporti di lavoro ufficiali tra i due, sebbene un conoscente avrebbe riferito agli investigatori di un cifra, 5.000 euro , che l’imbianchino doveva a Ferrara. Tra i due, si apprende, solo un rapporto nato al bar Texas di via Beroaldo.

LA PISTOLA 7.65. Ferrara ha sparato e si è tolto la vita con una calibro 7.65 risultata ricettata, visto che il proprietario ne aveva denunciato la scomparsa.

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