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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Gaggio Montano

Omicidio di Gaggio: trovati indizi nel fiume Reno

Carabinieri e vigili del fuoco hanno scandagliato il fiume prima di una pausa dovuta alle condizioni meteo

Alcuni oggetti di interesse investigativo sono stati rinvenuti nel letto del fiume Reno, nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Natalia Chinni, 72 anni, pensionata di Gaggio Montano. Carabinieri e vigili del fuoco hanno rinvenuto gli indizi -secondo indiscrezioni di stampa si tratterebbe di munizioni, ma gli inquirenti non hanno fornito ufficialmente dettagli- durante lo scandaglio del letto del corso d'acqua in un punto che interseca la nuova Porrettana.

Al luogo delle ricerche -ora sospese per l’innalzamento del fiume dovuto alle piogge- gli inquirenti sono arrivati seguendo le tracce tecnologiche, come celle telefoniche e telecamere di sorveglianza, che hanno rilevato una incongruenza nell’alibi dell'uomo, in particolare un lasso di tempo considerato troppo lungo per il passaggio in quel tratto di strada: un tratto che solitamente non si presta a soste da parte degli automobilisti.

Oggi l'incarico per l'autopsia

Intanto continuano gli approfondimenti sul fronte forense del caso. Per oggi è previsto il conferimento dell'incarico a periti di parte e medici legali per assistere alla autopsia del corpo della 72enne e per prendere in esame lo Stub effettuato all'unico indagato a ora, un parente e vicino di casa della donna.

L'omicidio, o meglio il ritrovamento del corpo della 72enne, risale alla sera di venerdì. E' stato il figlio a trovare la madre esanime, nella seconda casa dalla quale non stava tornando. Sul corpo sono stati osservati una serie di piccoli fori, che poi si sono rivelati colpi di arma da fuoco, circa cinque diffusi in rose di pallini di piccola grammatura, al basso addome e alle gambe. I sospetti si stanno concentrando quindi sul vicino di casa e parente della Chinni, insegnante di inglese in pensione. L'indagato, con un passato da cacciatore ma senza più licenze o armi denunciate, al momento ha negato qualsiasi addebito, fornendo un completo alibi supportato da testimonianze e orari. Il movente, secondo chi indaga, parrebbe essere invece proprio da ricercare in passati screzi con la vittima, questioni di vicinato continue sovente risolte per via civile.

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