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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Gaggio Montano

Omicidio di Gaggio Montano: riprendono ricerche nel fiume Reno

Intanto sono stati nuovamente ascoltati anche i parenti della vittima. Si avvicina l'esame comparativo dello Stub

Il meteo non sta aiutando le indagini, ma nelle prossime ore carabinieri e vigli del fuoco dovrebbero riprendere le ricerche sul letto del fiume Reno, lungo un tratto della Porrettana. E' questa, insieme agli esami dattiloscopici, biologici e balistici, la principale novità delle ultime ore in merito alle indagini attorno all'omicidio di Natalia Chinni, insegnante 72enne in pensione, uccisa da mano ancora ignota nella giornata di venerdì.

All'appello manca ancora infatti l'arma del delitto, con tutta probabilità un fucile a cartucce, che gli inquirenti pensano possa essere stata gettata o distrutta proprio nei pressi del ponte che attraversa il corso d'acqua poco prima di Porretta. Con l'aiuto dei vigili del fuoco, il sondaggio del fondo del fiume aveva dato riscontri positivi, con il ritrovamento di alcune cartucce, in buono stato di conservazione. L'operazione è poi stata sospesa per la risalita del livello delle acque dovuta alle piogge. Le ricerche però dovrebbero riprendere proprio in queste ore.

A portare al punto delle ricerche, l'incrocio di alcuni dati attorno alla figura del cugino e vicino di casa della 72enne, a ora unico indagato nel fascicolo curato dal pm Antonello Gustapane e dal Capo Giuseppe Amato, che insieme ne ricerca il possibile movente in vecchie ruggini di vicinato, finite anche in passato con cause civili. L'indagato, difeso dai suoi legali, sul punto, ha respinto ogni addebito, con un dettagliato alibi ancora al vaglio degli inquirenti.

I carabinieri nelle scorse ore si sono anche recati nelle abitazioni nella disponibilità del 72enne, in tutto quattro, di cui due a Gaggio Montano, una a Casalecchio e un'altra a Rimini. Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti alcuni bossoli (l'uomo è un ex cacciatore, ndr) insieme ad altro materiale. Nelle prossime ore dovrebbe essere effettuato, alla presenza dei periti di parte anche l'esame dello Stub, alla ricerca di residui di combustione tipici dell'esplosione di polvere da sparo.

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