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Cronaca

Omicidio Natalia Chinni: chiesto rinvio a giudizio per Ferrari e la moglie

Chiesto il processo per l'assassinio della 72enne trovata senza vita nella sua seconda casa, nella frazione di Gaggio Montano

Antonello Gustapane, pubblica accusa nel caso dell'omicidio di Natalia Chinni, la 72enne trovata morta nella sua seconda casa, in una frazione di Gaggio Montano, il 29 ottobre scorso, chiede il rinvio a giudizio per il cugino della vittima, Fabio Enrico Ferrari e per la moglie, Loredana Bicocchi. 

Mentre il marito è accusato dell'omicidio della 72enne, la moglie, iscritta nel registro degli indagati a fine aprile 2022, secondo il pubblico ministero della Procura di Bologna, avrebbe agito in concorso, nella detenzione illegale dell'arma del delitto, un fucile calibro 12 che non è mai stato trovato e che sarebbe stato utilizzato per uccidere Natalia Chinni, oltre a una pistola e a diverse munizioni. Secondo le ipotesi di Gustapane, Loredana Bicocchi avrebbe anche aiutato Ferrari a liberarsene. 

A marzo del 2020, i carabinieri di Castel D'Aiano avevano controllato Ferrari trovando a bordo dell'auto un'arma carica in un giorno di silenzio venatorio, oltre che in lockdown, quindi la segnalazione in prefettura e il ritiro. Tutti questi elementi, confermati anche dai testimoni, farebbero supporre che si dedicasse alla caccia di frodo. 

La ricostruzione 

Secondo i carabinieri, dopo essere stata colpita, la vittima si era trascinata fino alla sua auto, aveva preso il telefono ed era rientrata in casa, dove era deceduta per emorragia e trovata poi cadavere dal figlio, in serata. La morte della donna, come conferma l'autopsia, sarebbe avvenuta tra le 9.20 e le 10.30 del mattino.  

Il cugino e coetaneo Fabio Ferrari, accusato dell'omicidio, era stato rintracciato a Rimini, nella casa al mare, e ristretto agli arresti domiciliari. Dovrà rispondere di omicidio aggravato dai futili motivi e detenzione illegale di armi. 

Natalia Chinni sarebbe stata colpita all'addome e alle gambe mentre era inginocchiata e stava riparando una recinzione. Oltre all'analisi dei tabulati telefonici della vittima, di  Ferrari e della moglie, fondamentali sarebbero state le testimonianze dei vicini e dei conoscenti e l'analisi del sistema di videosorveglianza delle vicine serre, che hanno registrato anche i suoni e i rumori, e quindi anche lo sparo di quella tragica mattina, quando cioè l'attività venatoria era sospesa.

Ferrari agli inquirenti avrebbe dichiarato di essere stato fuori casa per tutta la giornata. Dalle 8 alle 10, proprio quando sarebbe avvenuta la morte di Natalia, aveva detto di essere stato in un bar di una frazione di Gaggio Montano, mentre le celle telefoniche lo collocano nel bosco, a pochi metri da  casa sua e da quella della vittima. 

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(Foto archivio)

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