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Cronaca

Omicidio via Larga, due in carcere. Il giudice: "Ferocia belluina e scempio della vittima"

Secondo le ricostruzioni vittima e indagati si conoscevano e non si sarebbero limitati a ucciderla. Il fatto sarebbe maturato al culmine di una discussione per la spartizione dei proventi di un furto commesso in riviera romagnola. Fondamentali i rilievi e le telecamere di sorveglianza

Secondo decreto di fermo nei confronti di altri due cittadini tunisini, di 22 e 20 anni, per concorso nell'omicidio del 20enne trovato cadavere in uno stabile abbandonato in via Larga la mattina del 12 luglio scorso.

Come conferma l'Arma, dopo il fermo del primo cittadino tunisino di 19 anni, anche gli altri due giovani, sono stati rintracciati a Ventimiglia appena scesi dal treno, in procinto di lasciare il Paese.

La mattina del 16 luglio 2022 presso il Tribunale di Imperia si è tenuta l’udienza di convalida dei tre fermati davanti al Giudice per le Indagini Preliminari, che al termine del rito ha convalidato i fermi per il 19enne e per il 20enne, mentre non ha convalidato il fermo per il 22enne, non ritenendo gli indizi a suo carico sufficientemente gravi.

Per gli altri due, il G.I.P. di Imperia, accogliendo la richiesta del PM, ha altresì applicato la misura cautelare della custodia in carcere, riconoscendo l’esistenza del concreto ed attuale pericolo di fuga, nonché la gravità indiziaria a carico degli stessi: “Gli indagati hanno dato prova di una ferocia belluina nei confronti della vittima, senza limitarsi a provocare le ferite mortali, ma infierendo contro di lei a lungo, in modo da farne scempio (…) Tali elementi escludono il dolo d'impeto. e paiono piuttosto attestare un dolo ad alta intensità”.

Il G.I.P. di Imperia si è infine dichiarato incompetente ed ha ordinato la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna.

Il fatto sarebbe maturato, in un probabile stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcol, al culmine di una discussione per la spartizione dei proventi di un furto commesso poche ore prima in riviera romagnola. Le circostanze sono tutt’ora al vaglio per la ricerca di riscontri.

La ricostruzione della scena del crimine

Il sopralluogo effettuato dalla Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo Carabinieri di Bologna ha consentito di ricostruire la scena del crimine: all’interno dello stabile, il corpo senza vita del giovane è stato rinvenuto nudo, in una pozza di sangue, con i piedi legati: "Sul cadavere erano evidenti i segni di percosse e di numerose ferite da arma da taglio, tanto sul corpo quanto sul volto", fa sapere l'Arma. 

Le indagini

Le indagini sono ancora in corso. A quanto appreso da alcune testimonianze, la vittima e gli indagati si frequentavano e convivevano nella medesima stanza dello stabile abbandonato in cui si è consumato l’omicidio.

I rilievi hanno consentito di risaltare orme di scarpe, anche sul pavimento insanguinato, risultate compatibili a quelle indossate all’atto del fermo dai due indagati per cui il fermo è stato convalidato.

Grazie alle testimonianze raccolte, alle immagini delle telecamere delle zone frequentate dagli indagati, all’analisi del traffico telefonico delle celle che coprivano l’area del delitto, è stato ricostruito che i tre fermati, immediatamente dopo il delitto e dopo essersi lavati, si sono allontanati dalla zona sino a raggiungere, nella mattinata, la stazione ferroviaria di Bologna. Da lì hanno preso un treno per Milano, quindi per Torino, dove sono arrivati in serata.

Giovane senza vita trovato in via Larga

Le attività tecniche intanto avviate hanno consentito di documentare come la mattina i tre abbiano proseguito il viaggio sino a Ventimiglia (IM), dove sono stati individuati e fermati.

Sul corpo del primo fermato, il 19enne, sono state documentate numerose ecchimosi ed escoriazioni, nonché un gonfiore a una mano, il tutto compatibile con una violenta colluttazione.

Precedenti per reati violenti e uso di coltelli

Nell’ordinanza di applicazione della misura cautelare, il G.I.P. di Imperia ha ribadito, riguardo il 19 enne “è stato ripetutamente segnalato nel corso dell'ultimo anno per reati a base violenta caratterizzati dall'impiego di coltelli: in particolare, egli è stato sottoposto in data 4/03/2022 dal G.I.P. di Bologna alla misura cautelare del divieto di dimora nel territorio di tale Comune per aver sferrato alcune coltellate a tale omisiss” .

Anche sull'altro indagato segnalazioni inerenti il possesso di coltelli.

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