Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Coppie di fatto, "Genitore 1 e genitore 2": reazioni a catena alla proposta Sel

Un ordine del giorno per modificare le parole "padre" e "madre" nei moduli di iscrizione a scuola. Su Facebook: "Privare un bimbo del diritto di poter usare mamma e papà? Decisamente troppo!"

Bologna apre all’omo-genitorialità? La consigliera Sel Cathy La Torre segue l'esempio della collega veneziana Camilla Seibezzi e propone di modificare i moduli di iscrizione delle scuole sostituendo alle parole padre e madre le opzioni genitore 1 e genitore 2: "Lo avevo annunciato e l'ho fatto: anche a Bologna chiedo che nei moduli per l'iscrizione all'asilo si sostituiscano le parole madre e padre con la parola genitore. Per includere tutte le famiglie: anche quelle in cui c'è un solo genitore oppure due mamme o due papà". E il 18 settembre l'ordine del giorno verrà discusso a Palazzo d'Accursio. E su Facebook (oltre che fra i banchi della politica) si scatenano le reazioni: per alcuni un passo importante, per altri l'ultimo dei problemi.

"In realtà - scrive qualcuno sulla bacheca della La Torre - anche solo volendo fare una superficiale e vergognosissima ricerca (e mi scusino i latinisti) il padre è colui che si prende cura, che protegge la famiglia caratteristiche, queste, che a mio parere sono asessuate e, quindi, conseguentemente, nel nostro caso legate ad una cultura che vuole attribuirne a tutti i costi caratteri sessuali. Questo solo per dire che il prendersi cura di qualcuno è tutt'altra cosa che un semplice incontro amoroso tra uno spermatozoo e un ovulo.. e poi basta con questa cosa che ci sono battaglie ben più serie da combattere...stiamo parlando di diritti civili se fosse sfuggito a qualcuno...". E poi: "Più che una discussione sul sesso dei genitori mi sembra una discussione sul sesso degli angeli. Inutile e forse anche controproducente. Ma ammetto che il mio è il giudizio di un vecchio comunista abituato alla sinistra 1.0"

"...si può persino arrivare a privare un bambino del diritto di poter usare i termini "mamma" e "papà"? Mi sembrerebbe decisamente troppo! Ai diritti del più debole, quello che non può decidere nulla, cioè il bambino, chi ci pensa? E non è un problema di natura o di visione religiosa, è un problema di concezione democratica e di civiltà!. "Il diritto di chiamare papà ,a chi ce l'ha, non lo toglie nessuno, piuttosto la grande importanza che è stata attribuita a questo termine è decisamente maggiore dell'importanza che questa figura ha realmente avuto, dato che i padri sono stati latitanti per generazioni........ e i figli\e sono cresciuti lo stesso! Brava Caty da maestra apprezzo molto oltre che da femminista".

LA TORRE REPLICA AI COMMENTI: "Nessuno priva un bambino del diritti di usare i termini mamma e papà. Da chi ha avuto esperienza amministrativa come lei certe cose sono più inaccettabili che da altri: nessuno priva di un diritto i bambini ma anzi concede ai bambini che non hanno una mamma e un papà ma una soltanto uno di questi oppure due mamme e due Papa di poter comprendere che un sistema, ovvero un ente pubblico riconosce l'esistenza di quelle famiglie, anche se non sono famiglie "normate". Io nutro sempre la speranza che il mondo cattolico e i cittadini laici non si scontrino nell'ottica che i diritti estesi ad altri siano diritti tolti a qualcuno".

REAZIONI IMMEDIATE DALLA POLITICA: NEI MODULI IL SESSO DEI GENITORI NON E' DA SPECIFICARE. Come prevedibile i commenti non tardano ad arrivare: dall'opposizione le critiche più animate arrivano dal Pdl locale, in primis Marco Lisei e Valentina Castaldini. Il primo scrive sarcastico sui social network: "E perchè non usare gli ancor meno discriminanti come essere umano A, essere umano B o homo sapiens X ed homo sapiens Y?". La Castaldini invece, che è anche mamma: "Ma prima di parlare avete visto i moduli di iscrizione? C’è scritto: il sottoscritto… genitore di…".

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