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Cronaca

Covid e prevenzione sui tumori femminili, il prof. Frezza: "Tornate a fare gli screening: anticipare la diagnosi salva la vita"

Un rallentamento dato dalla paura di entrare in ospedale in tempo di Coronavirus. Ma adesso si torna a parlare di prevenzione: "Di tumore alla mammella si guarisce nel 95% dei casi, ma vanno presi per tempo"

"Un ritardo della diagnosi in ambito oncologico può avere conseguenze serie". Lo spiega il Direttore del Dipartimento di Oncologia dell'Ospedale Bellaria dell'Azienda Usl di Bologna Giovanni Frezza, parlando di un ritorno alla normalità dopo il rallentamento degli screening registrato durante la fase più acuta della pandemia. Ormai alle spalle. L'appello è chiaro ed è rivolto a tutti, andare in ospedale non comporta rischi e la prevenzione in alcuni casi è davvero fondamentale. 

Quale la situazione oggi? 

"La situazione oggi si è normalizzata, ma soprattutto nella primavera del 2020 e per ragioni ovvie determinate dalla prima ondata di Coronavirus, nel nostro reparto abbiamo vissuto un forte rallentamento degli screening mammografici e ginecologici - spiega Frezza - cosa non certo positiva considerando che le patologie oncologiche prima vengono diagnosticate e meglio è. Anzi, spesso le tempistiche fanno la differenza". 

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Questo è quindi un appello a non avere timore di tornare negli ospedali per i controlli anche solo di routine? 

"Lo è, certo. Gli ospedali sono assolutamente sicuri grazie al rispetto delle normative ed è un dovere non saltare gli appelli per la prevenzione ricordandosi fra le altre cose che esiste anche un vaccino facoltativo per l'HPV (Human Papilloma Virus) che viene offerto alle giovani donne che cominciano l'attività sessuale (dai 12 anni)". 

Lo stimolo vero è dato dai numeri. Oggi si guarisce dai tumori cosiddetti 'femminili'? 

"Da quando ho cominciato la mia attività molto è cambiato grazie alle azioni di prevenzione. La percentuale di guarigione del tumore alla mammella è del 95%, alta anche per quanto riguarda il tumore alla cervice uterina. Abbiamo tutte le competenze per garantire una cura adeguata, ma è fondamentale l'anticipazione diagnostica, di cui possiamo e dobbiamo avere la massima fiducia". 

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