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Promettevano una nuova vita, poi le mettevano in strada: un nuovo arresto

27enne nigeriana arrestata in Germania e rinchiusa in carcere su indicazione dei Carabinieri di Bologna

Arrestata in Germania dalla Polizia tedesca una delle nigeriane coinvolte nell’operazione 'Falsa speranza': perde così un altro pezzo la banda di nigeriani che convincevano delle giovani connazionali a trasferirsi in Italia, promettendo loro un posto da badante o da donna delle pulizie, ma poi le costringevano a prostituirsi, minacciandole e violentandole.

La Polizia tedesca ha eseguito un mandato di arresto europeo nei confronti di una ventisettenne nigeriana, destinataria del provvedimento emesso a seguito dell’indagine dei Carabinieri della Compagnia Bologna Centro, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bologna, tesa a smantellare un’associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione.

In attesa dell’estradizione, la donna, individuata a Wuppertal (una città extra circondariale tedesca situata nel Land della Renania Settentrionale-Vestfalia), su indicazione degli stessi Carabinieri di Bologna, è stata rinchiusa in carcere.

LA RICOSTRUZIONE. “Operazione falsa speranza” smantellata dai Carabinieri della Compagnia Bologna Centro un’associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Un’associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione ed all’ingresso illegale sul territorio nazionale, avente base operativa a Bologna e composta da 11 soggetti nigeriani, è il risultato dell’ “Operazione Falsa Speranza” del Nucleo Operativo della Compagnia Bologna Centro che questa notte ha eseguito un “Fermo di indiziato di delitto” nei confronti di tutti gli appartenenti all’agguerrito sodalizio criminale, interessando le Procure di Bologna, Modena, Bolzano e Crotone.

Il gruppo criminale investigato, cui vengono contestati numerosi reati ed interamente composto da nigeriani, aveva nel tempo creato un fiorente mercato degli schiavi in danno di ragazze nigeriane, minorenni e non, che venivano attirate in Italia attraverso la falsa speranza di un futuro migliore, salvo poi, attraverso ripetute violenze e minacce trovarsi ad essere sfruttate per esercitare il meretricio in varie città italiane ed estere. L’indagine è stata avviata nel luglio del 2016, a seguito della denuncia di una giovane donna nigeriana la quale, ingannata in patria da colei che è poi emerso essere la promotrice dell’organizzazione criminale investigata, giunta in Italia con la promessa di trovare una vita migliore, al rifiuto di esercitare il meretricio, era stata violentata da alcuni. Le violenze subite avevano cagionato alla giovane lesioni permanenti agli organi genitali, determinando l’asportazione di parte degli stessi, e la contrazione del virus del HIV.

L’attività investigativa dei militari del Nucleo Operativo della Compagnia Bologna Centro, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Bologna, ha portato all’individuazione di un’organizzazione criminale dedita ai trasferimenti clandestini di giovani donne africane che una volta giunte in Italia venivano obbligate con violenza  a prostituirsi per ricomprarsi la libertà.

All’interno dell’associazione al cui vertice vi era una donna, trentottenne nigeriana, residente a Bologna, vi era una netta ripartizione dei ruoli tra coloro i quali erano deputati all’individuazione in Nigeria delle potenziali vittime, all’organizzazione del viaggio in Italia via Libia, alla fuga dai centri di accoglienza fino al trasferimento a Bologna nonché sodali deputati all’attività contabile ed alle “punizioni” delle vittime in caso di resistenze a vendere il proprio corpo per ripagare il debito contratto. A supporto dell’organizzazione una struttura presente nel continente africano per alimentare il flusso delle nuove schiave. Le illecite finalità procuravano ingenti guadagni all’associazione criminale, proventi che venivano reinvestiti nell’acquisto di nuove schiave ed in parte illecitamente reintrodotti nelle nazioni di origine.
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