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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Da Picasso a Monet, contraffazione e ricettazione di opere d'arte: due arresti

Gli 'affari' loschi tra l'Italia e la Francia

Erano dediti alla commercializzazione illecita, in Italia ed in Svizzera, di opere d’arte contemporanea contraffatte. Con questa accusa, al termine di una complessa attività d’indagine ,si è data esecuzione a 2 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di altrettanti indagati. Si tratta di due cittadini italiani, di 64 e 70 anni.

I provvedimenti scaturiscono dall’esito di un’indagine avviata dalle forze dell’ordine nel dicembre 2017 . Ad entrambi gli arrestati sono contestati, a vario titolo i reati di ricettazione del dipinto contraffatto olio su tela a firma Pablo Picasso denominato “El Pintor”, posto in circolazione, come autentico, offrendolo in vendita a numerose persone tra esperti d’arte, ignari acquirenti ed intermediari. Non solo, contestata anche la ricettazione continuata dei dipinti contraffatti olio su tela, uno a firma Pablo Picasso denominato “Buste de jeune garcon” e l’altro a firma Monet denominato “La roche –blond au soleil couchant”, posti in circolazione, come autentici, offrendoli in vendita a varie persone tra esperti d’arte, ignari acquirenti ed intermediari.

Ad uno dei due indagati sono attribuiti anche i reati più gravi di ricettazione di ulteriori 23 opere contraffatte di artisti di arte contemporanea (Fontana, Degas, Crippa, Castellani, Pecora, Morandi, Balla, Miro’, Reggiani, Kandinsky E Schifano) già sequestrate a Bologna, il 4 maggio 2018 insieme ai 3 dipinti falsi già sopra indicati di Picasso e Monet;  riciclaggio continuato dei suindicati dipinti contraffatti a firma Pablo Picasso, su cui eseguiva operazioni mirate a camuffarne la provenienza illecita, corredandoli di attestazioni di autenticità e provenienza false, al fine di impedirne l’identificazione dell’origine delittuosa. Risponderà anche di induzione alla falsità ideologica commessa da Pubblico Ufficiale per aver ingannato i membri della commissione dell’Ufficio Esportazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Torino circa l’autenticità dei due dipinti più volte indicati a firma Picasso per i quali veniva emesso attestato di libera circolazione. 

Le investigazioni hanno preso avvio a dicembre 2017 da un controllo presso una galleria di arte contemporanea e successivamente corroborate anche da attività tecniche e di riscontro, compresi alcuni accertamenti svolti in Francia con la collaborazione di INTERPOL. Si è così documentata “l’operatività dei due nel tentare di portare a termine la vendita per svariati milioni di euro di numerose opere contraffatte, in particolar dei due dipinti a firma Pablo Picasso, di cui uno abilmente custodito per la commercializzazione in favore degli ignari acquirenti presso un caveau noleggiato allo scopo”. 
Gli investigatori hanno posto sotto sequestro, oltre alle 26 opere indicate, copiosa documentazione afferente la loro falsificazione.

 

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