Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Zona Universitaria / Via Zamboni

'Coprifuoco' Zona U: "A rischio i locali della notte e centinaia di posti di lavoro "

La chiusura entro l'una per i locali non va giù. Gli esercenti: "La soluzione migliore sarebbe ritirare l’ordinanza. In ogni caso la decisione del Consiglio di Stato non deve essere utilizzata come leva per limitare ulteriormente le attività, già fortemente in crisi"

La questione del 'coprifuoco' per i locali in zona universitaria - che , come da ordinanza comunale, devono chiudere entro l'una - continua a preoccupare gli esercenti della zona. Ieri si sono riuniti gli associati al consorzio Enjoy Bologna, il consorzio che riunisce oltre 40 locali della Zona Un  per confrontarsi sul tema, anche alla luce del pronunciamento del Consiglio di Stato, che ne ha respinto le proroghe orarie. 

"Si è preso atto della decisione del Consiglio di Stato che ha come effetto  l’improvvisa chiusura anticipata delle attività della zona universitaria", scrivono gli esercenti in una nota, sottolinenado però che così si "sta mettendo a rischio i locali della notte e centinaia di posti di lavoro".
Da qualche mese il consorzio Enjoy Bologna, le istituzioni, le forze dell’ordine e i residenti, lavorano in sinergia per "risolvere le criticità della zona universitaria e per creare un modello di città più vivibile, divertente e civile".

"È forse la prima volta in tanti anni che si intravede una collaborazione leale e produttiva tra le varie parti in gioco", così sottolinano gli esercenti fiduciosi nel fatto che "questa decisione del Consiglio di Stato non fermi o intralci i lavori". Perchè per loro "questo percorso di riqualifica, che da qualche tempo vede coinvolti anche l’università e Unicredit, deve sostituire l’idea che la zona universitaria si debba  gestire con ordinanze urgenti, battaglie legali e lotte tra fazioni. I problemi sono per le strade nelle piazze e non nei locali".
Gli esercenti fanno sapere di essere al lavoro con i residenti e con il Comune per stilare un codice di condotta da rispettare per i pubblici esercizi: chi si adegua deve avere la possibilità di decidere in autonomia l’orario di apertura, gli altri avranno delle limitazioni.

L'appello al Comune è che "riporti immediatamente le attività della zona universitaria nella condizione di poter lavorare".  Marco Bertoncini, portavoce del consorzio Enjoy, riassume così: ''La soluzione migliore sarebbe di ritirare l’ordinanza e di accelerare i lavori. In ogni caso la decisione del Consiglio di Stato non deve essere utilizzata come leva per limitare ulteriormente le attività della zona universitaria, già fortemente in crisi dopo l’ordinanza. In tal caso verrebbero a mancare i presupposti per continuare ulteriori contrattazioni''

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