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Ordinanza anti-alcol, accuse dai commercianti migranti: "E' discriminazione razziale"

Associazione dei commercianti e Coordinamento migranti: "Il reddito familiare è destinato a ridursi perchè, oltre al peso delle tasse al Comune per tenere i banchetti di frutta e verdura, devono pure pagare continuamente il rinnovo del loro permesso di soggiorno"

L'ordinanza anti-alcol che interessa il centro storico e la Bolognina "assume i tratti di una autentica discriminazione razziale". A lanciare la pesante accusa contro il provvedimento firmato dal sindaco di Bologna, Virginio Merola, è la neonata Associazione commercianti migranti insieme al Coordinamento migranti, realtà attiva da tempo sotto le Due torri. "Il decoro urbano non c''entra niente con questa ordinanza", scrivono le due sigle: "Mentre il centro citta'' diventa sempre piu'' una vetrina ''bianca'' di lusso e piaceri (anche alcolici) per bolognesi, italiani e turisti che se lo possono permettere", un''ordinanza pensata "a uso e consumo della campagna elettorale" sta ora "colpendo con meditato cinismo i migranti che in stragrande maggioranza gestiscono piccoli alimentari e rivenditori di generi ortofrutticoli".

Alcuni di questi commercianti "sono stati già costretti a chiudere o a cambiare attività a causa del forte calo degli incassi. Altri- riferiscono le due associazioni - si ritrovano con multe salatissime che vigili intraprendenti hanno comminato, mentre chiudevano gentilmente un occhio davanti ad avventori di bar del centro che lasciavano il locale con la birra in bottiglia in mano". Fatto sta che "i piccoli commercianti asiatici e maghrebini che attentavano alla morale pubblica sono ora in estrema difficoltà", avvertono l'Associazione dei commercianti e il Coordinamento migranti: "Il loro reddito familiare è destinato a ridursi progressivamente perchè, oltre al peso delle tasse già elevate che pagano al Comune per tenere i loro banchetti di frutta e verdura all''aperto, devono pure pagare continuamente il rinnovo del loro permesso di soggiorno".

In particolare, gli stranieri che svolgono lavoro autonomo "non solo non possono posticipare il versamento dei contributi previdenziali perchè questi vengono ''verificati'' dalla Questura in sede di rinnovo del permesso", sottolineano le due associazioni, ma sono anche costretti dalla legge sull''immigrazione "a raggiungere un determinato livello di reddito per poter rinnovare il permesso, pena l'espulsione". Di conseguenza, l''ordinanza rischia di "gettare centinaia di famiglie sulla soglia dell''irregolarita'', della clandestinita'', dell''espulsione. Queste sono le conseguenze razziste di un'ordinanza discriminatoria", insistono l'Associazione dei commercianti e il Coordinamento, affermando che prima del ballottaggio Merola "aveva fatto girare la voce di un incontro per rivedere i termini dell''ordinanza. Sono però ormai passate diverse settimane dall''insediamento della nuova Giunta e tutto continua a tacere". Concludono le due associazioni: "Se non saremo subito convocati per un incontro torneremo a far sentire la nostra voce nelle forme che riterremo opportune". 

(fonte DIRE) 

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