Cronaca Via Benni

Ospedale di Budrio: 'Nessun depotenziamento, solo più appropriatezza"

Il Comune illustra i progetti per la struttura ospedaliera e promette: 'Nessun passo indietro. No a logica di numero posti letto, ma evitare sprechi'. Si lavorerà su Pronto soccorso, Casa della salute, Unità di decenza breve e Chirurgia

Dopo i rumors sul papabile depotenziamento e declassamento dell'Ospedale di Budrio, arriva la smentita e un programma innovativo sulla realtà ospedaliera. Se ne è discusso in un dibattito intenso, tenuto anche alla presenza del sindaco Giulio Pierni, del direttore generale dell'Ausl di Bologna Ripa di Meana e l'assessore provinciale Barigazzi, insieme ai due direttori sanitari dell’Ausl e del Policlinico Sant’Orsola, Annicchiarico e Cavalli.

Lo scenario - annuncia il Comune di Budrio - " è purtroppo difficile per i pesanti tagli alla sanità nazionale che ricadono sull’Emilia-Romagna (meno 260milioni di euro) e sull’area bolognese (meno 50 milioni). Per difendere e sostenere la qualità della nostra sanità servono quindi cambiamenti, innovazioni e riorganizzazioni, mettendo ancora di più al centro il paziente e il suo percorso di cura, secondo il principio dell’appropriatezza: un’attività appropriata significa non disperdere risorse, non sprecare, non trattenere il paziente più del dovuto, utilizzare gli strumenti in modo puntuale e adeguato".

Per la struttura sanitaria di Budrio si interverrà essenzialmente su quattro fronti. Ovvero la riorganizzazione verterà su intensità clinica e complessità assistenziale a partire dal Pronto soccorso: i pazienti saranno cioè suddivisi per gravità e per bisogni omogenei.
In secondo luogo, si lavorerà sull'unità di degenza breve (UDB) con 4 posti letto nell’area del Pronto soccorso: serve a valutare meglio i ricoveri necessari (e non necessari) dopo un periodo congruo di osservazione intensiva.
Per quanto riguarda il reparto Chirurgia, ci sarà un’importante collaborazione con il Policlinico Sant’Orsola che per la prima volta esce dal proprio normale alveo per un progetto di dimensioni metropolitane.
Infine, altro nodo cruciale, sarà l'investimento sulla "Casa della Salute", che aprirà dopo l’estate e affiancherà l’ospedale, rafforzando i servizi sanitari territoriali.

VERSO L'INNOVAZIONE: "Ospedale: innovazioni, cambiamenti e passi in avanti". Positivo sul progetto il sindaco Giulio Pierini, che ha spiegato: "Possiamo sperare per il futuro: senza gli investimenti degli ultimi 10 anni l’Ospedale di Budrio sarebbe rimasto fermo, anzi si sarebbe svuotato e ridotto in termini di servizi e di professionalità. Così non è andata grazie a precise scelte politiche che hanno messo l’ospedale pienamente dentro la rete ospedaliera e lo hanno reso un nodo irrinunciabile, pur rimanendo ovviamente un ospedale di cintura che integra la propria attività e la propria offerta con gli altri ospedali di cintura e con gli ospedali centrali che svolgono attività più complesse per casistiche più complesse"

ALL'INSEGNA DELL'APPROPRIATEZZA. Nessuna dismissione, dunque, dell'ospedale come si era paventato, rassicura il primo cittadino, che sottolinea come "rifiuto quella logica (secondo me fuori dal tempo) secondo cui un ospedale se non ha almeno 120 posti letto non è un ospedale. Il ragionamento, invece, è diverso". Una parola infatti sintetizza la strategia apportata dalle istituzioni per la riorganizzazione dell’ospedale di Budrio  ed è "l’appropriatezza". "Un’attività appropriata - illustra Pierini - significa non disperdere risorse, non sprecare, non trattenere il paziente più del dovuto, utilizzare gli strumenti in modo puntuale e adeguato. Prendiamo il caso di cui si parla di più: i posti letto. Parliamo di riduzioni molto pesanti che riguardano soprattutto la città di Bologna; anche a Budrio già dall’estate vedremo una riorganizzazione in questo senso anche se con numeri limitati: sia a Bologna che a Budrio queste sono scelte ponderate, ragionate ma dettate dalla riduzione di richieste di ricoveri: ci sono insomma posti letto non utilizzati o sotto utilizzati e su questo si può intervenire senza drammi."
"Il punto, infatti,  - chiosa il sindaco - non è il numero di posti letto, ma quali servizi e quale percorso viene garantito al paziente da quando entra a quando esce e come viene indirizzato e orientato verso i necessari servizi sul proprio territorio. Insomma, organizzazione e bisogni devono girare intorno a paziente, non ad altre logiche, qualsiasi esse siano."

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