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Nuova area terapia intensiva al Maggiore, Speranza in visita: "Covid sia occasione per ripensare il servizio sanitario"

Così il ministro intervenendo durante il tour presso l'Hub nazionale e regionale, rete di 6 strutture sempre disponibili per pazienti, Covid e non, di tutto il Paese, realizzata grazie al progetto della Regione e del Ministero della Salute

Il ministro della salute Roberto Speranza, accompagnato dall'assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, dal presidente della Regione Stefano Bonaccini e dalla vice di Merola, Valentina Orioli, oggi in visita presso la nuova Area Critica-Terapia Intensiva dell’Ospedale Maggiore di Bologna.

In Emilia-Romagna sono 6 le strutture, messe a disposizione dei pazienti, Covid e non, di tutto il Paese, e realizzate grazie al progetto della Regione e del ministero della Salute con un investimento complessivo di 26 milioni di euro.

Dentro il nuovo reparto di terapia intensiva del Maggiore | VIDEO

Il ministro,  dedicherà l’intera giornata  alla visita dell'Hub nazionale e regionale per la Terapia intensiva, rete di 6 strutture sempre disponibili per pazienti, Covid e non, di tutto il Paese, realizzata grazie al progetto della Regione e del Ministero della Salute. La giornata si concluderà a Piacenza, la più colpita dall'emergenza, con una serie di appuntamenti istituzionali che prenderanno il via alle 16.30 all’Ospedale - per la visita del Pronto Soccorso e l’incontro con il personale sanitario maggiormente impegnato durante l’emergenza - per poi proseguire in Comune.

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"Trasformare dramma Covid in un'occasione, anche e opratutto per il rilancio del sistema sanitario nazionale"

Trasformare il dramma nel quale ci ha gettato la pandemia in un'occasione di ripensamento e rilancio, anche e soprattutto per il sistema sanitario nazionale. Così ha esordito il ministro Speranza, intervenendo oggi durante la visita all'ospedale Maggiore: "Guai a pensare che la battaglia sia vinta, che tutto sia finito. Questo nemico insidioso è ancora lì, serve massima cautela. Dobbiamo mettere a valore la lezione di questi mesi che ci dice che nei prossimi mesi dobbiamo trasformare un dramma senza precedenti in occasione di rilancio. Soprattutto della sanità nazionale". 

Poi il ministro alla salute ha spostato l'accento sulla necessità di stoppare i tagli alla sanità e continuare a investire: "Noi tutti come istituzioni e comunità nazionale - ha aggiunto - dobbiamo capire che l'investimento sulla salute è una cosa primaria. Chiudiamo e archiviamo definitivamente la stagione dei tagli al comparto sanitario. Si deve ricominciare a investire in quella che è un settore fondamentale per la vita delle persone".

Come questa lezione ci aiuterà a costruire un nuovo servizio sanitario? "Dobbiamo   provare a riformarlo -ha spronato Speranza - ci sono già dei temi in agenda a questo riguardo. Come il rapporto tra ospedali e territorio. Come aumentare la copertura sulla assistenza domiciliare. Solo per fare qualche esempio". Poi conclude: "Questa stagione del coronavirus ci richiama a una forte responsabilità, quella di ripensare a un servizio sanitario così come possa servire all'Italia nei prossimi anni e in questa sfida l'Emilia Romagna avrà ruolo centrale". E il rilancio parte anche da opere concrete come gli hub costruiti in Regione, ha così chiosato il ministro.

Nuova area terapia intensiva costruita in tempi record

34 nuovi letti di Terapia Intensiva e Area Critica all’Ospedale Maggiore, da utilizzare in modo flessibile a seconda delle condizioni cliniche dei pazienti e delle necessità di supporto respiratorio. Un intervento strutturale di oltre 6 milioni di euro, realizzato a tempi di record in soli 40 giorni, che ha comportato la totale ristrutturazione del 12° piano dell’Edificio D dell’Ospedale, per una superficie complessiva di 1.600 metri quadrati. Con questa realizzazione, il Maggiore entra nel nuovo Hub nazionale e regionale per la Terapia Intensiva, rete ospedaliera COVID Intensive Care composta da 6 strutture . 

Assieme all’Ospedale Maggiore, Azienda Usl di Bologna, compongono l’Hub nazionale e regionale per la Terapia Intensiva, il Policlinico S.Orsola, l’Ospedale Maggiore di Parma, il Policlinico di Modena,  l’Ospedale Civile di Baggiovara e l’Ospedale degli Infermi di Rimini. Una rete che offre complessivamente 146 posti letto sempre utilizzabili, per curare oggi pazienti ammalati di Coronavirus e, in futuro, per ogni tipo di evenienza clinica che richieda il ricorso a cure intensive. Per l’Emilia-Romagna e per tutto il Paese.

"La nuova Area Critica del Maggiore, che si aggiunge ai letti Intensivi e Semi Intensivi già presenti in Ospedale - fanno sapere dall'Ausl - rende possibile, inoltre, la graduale riapertura di aree ed attività temporaneamente sospese per effetto della pandemia, in particolare quelle chirurgiche programmate, offrendo al contempo una capacità di risposta potenziata per pazienti post chirurgici e acuti."

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Investimento e l'iter dei lavori

L’investimento complessivo, di 6.007.700 euro, comprende 3 milioni e 526 mila euro per attrezzature biomediche, mentre in termini di risorse professionali, la nuova Terapia Intensiva e Semi Intensiva impegnerà 27 medici, 125 infermieri e 35 operatori socio sanitari, per un costo complessivo annuo di circa 10 milioni di euro. Oltre 7 milioni, invece, i costi di gestione annui legati all’approvvigionamento di beni e servizi.

I lavori, iniziati il 14 aprile con lo sgombero e la demolizione integrale del reparto pre esistente, sono continuati con quelli di realizzazione della nuova Area Critica, avviati il 23 aprile. Il completamento delle opere è avvenuto lo scorso 2 giugno, in soli 40 giorni, in anticipo rispetto alla data prevista.

Il cantiere ha visto la presenza quotidiana di oltre 50 tra tecnici ed operai edili, meccanici, elettrici. Particolare attenzione è stata posta all’utilizzo di tutti i Dispositivi di Protezione Individuale, soprattutto mascherine, sostituiti più volte al giorno. In tutto il cantiere sono state sempre presenti postazioni di disinfezione delle mani. Per non ritardare l’esecuzione dei lavori, infine, ma garantire la sicurezza, sono stati messi a disposizione più ascensori di quelli normalmente impiegati per i cantieri, limitandone l’uso a solo due persone alla volta.

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