Maggiore: complicazioni post-operatorie e strano 'esodo' staff

Reparto di gastroenterologia sotto accusa dai 'grillini' per presunti episodi di malasanità e trasferimenti di massa del personale dal reparto. Ausl smentisce: 'No eventi sentinella'

Complicazioni a seguito di interventi si sarebbero verificati all'ospedale Maggiore, tra le corsie della gastroenterologia. A sollevare la polemica, parlando anche di 'strane' defezioni nel reparto, sono i 'grillini'. Smentiti, poco dopo attraveso una nota secca di Ausl, che sottolinea: 'Non si tratta di eventi sentinella'.

I DUE 'CASI INCRIMINATI. "Ancora una volta si tratta di perforazioni a seguito di operazioni probabilmente non del tutto necessarie: su un uomo di 80 anni a gennaio e, un paio di giorni fa, su una donna di 83, che versa in condizioni gravi". La denuncia è in una nota di Andrea Defranceschi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. Defranceschi fa riferimento a "due pazienti che hanno subito interventi ad opera della dottoressa Paola Billi" e prosegue parlando di "ammutinamento" e di "esodo" dello staff in forza nel reparto 'incriminato':

STRANI ESODI NEL REPARTO. "Abbiamo ottenuto - spiega - la lista dei medici che, avendo la possibilità di lasciare l'unità operativa guidata da D'Imperio e passare alla nuova unità operativa guidata dal dottor Vincenzo Cennamo, hanno chiesto il trasferimento. Lo hanno fatto tutti il primo giorno disponibile, il 27 dicembre 2011". Cioé 11 medici su 12, dice il consigliere 'grillino': "E' rimasta solamente Paola Billi a non chiedere la mobilità interna". Il precedente a cui l'esponente 5 Stelle si riferisce è la morte di Loredana Mainetti, 59 anni, avvenuta il 25 settembre 2010 alla gastroenterologia del Maggiore, dopo un intervento chirurgico per l'asportazione di un polipo al duodeno fatto il 22. Sulla vicenda la Procura aveva aperto un'inchiesta e quattro medici, tra cui il primario D'Imperio e Billi, medico che fece l'intervento, sono stati rinviati a giudizio. "Non vogliamo fare processi sommari, non siamo titolati per questo e non sarebbe giusto, tanto più - va avanti Defranceschi - che su casi analoghi è già previsto un procedimento penale. Ma ricordiamo che da oltre un anno stiamo denunciando quanto stia succedendo nel reparto". "Crediamo - conclude - che la Regione dovrebbe imporre una pausa al Dottor D'Imperio e alla Dottoressa Billi, e agli altri due colleghi indagati".

LA SMENTITA DI AUSL. "Per entrambi i casi ai quali si fa riferimento non si tratta di eventi sentinella in quanto le complicanze verificatesi sono tra quelle ampiamente previste come possibili per procedure complesse come quelle effettuate. Entrambe le complicanze sono state trattate con successo". Così in una nota l'Ausl di Bologna replica ad Andrea Defranceschi, e aggiunge: "Per quanto riguarda il primo caso  il paziente è già stato dimesso. Per quanto attiene al secondo, la paziente è tuttora ricoverata all'ospedale Maggiore, e le sue condizioni sono in progressivo miglioramento e non destano preoccupazioni".
 

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