Ospedale Sant'Orsola: sindacati in agitazione, rischio sciopero per infermieri, Oss e tecnici

Inviata una lettera al prefetto: al centro delle richieste interventi sul personale interinale e i turni notturni

Cresce la tensione al Sant'Orsola di Bologna, tanto che i sindacati scrivono al Prefetto per chiedere l'apertura della procedura di raffreddamento, minacciando lo sciopero e la mobilitazione dei lavroatori del Policlinico. Troppi temi "non hanno avuto soluzione nel corso delle trattative aziendali", spiegano Fp-Cgil e Fp-Cisl nella comunicazione a Patrizia Impresa.

Innanzitutto "il continuo ricorso a contratti di somministrazione lavoro e di contratti a tempo determinato su posto vacante, per profili professionali per i quali ci sono graduatorie vigenti, ledendo così il diritto all'assunzione a tempo indeterminato delle persone in graduatoria e la continuità assistenziale a tutela della qualità dei servizi offerti al cittadino", una situazione che riguarderebbe 85 posti (27 infermieri e 58 operatori socio-sanitari), in aumento rispetto ai "soli 23 contratti presenti all'inizio di gennaio 2018".

Insomma, "al contrario di quanto richiesto dalla Regione i contratti di somministrazione sono aumentati". C'è poi la questione della "inadeguata presenza notturna di personale socio-sanitario in Pronto soccorso generale e la totale assenza in Pronto soccorso otorino anche nel turno mattutino" (nel Ps generale al mattino e al pomeriggio sono presenti sei Oss, mentre la notte solo due). Scarso, denunciano i sindacati, anche il personale tecnico-sanitario di radiologia medica in radiologia d'urgenza nei sabati e nelle giornate festive, "con sovraccarico di lavoro degli operatori, riduzione della qualità delle prestazioni e diminuzione della sicurezza del personale e dei pazienti", visto che in Radiologia d'urgenza al sabato e nei festivi "restano solo tre tecnici"

Fp-Cgil e Cisl Fp lamentano anche la mancata assunzione del personale tecnico-sanitario dei diversi profili professionali, nonché la variazione dell'orario di lavoro del personale delle sale operatorie senza attivazione del confronto sindacale. Oltre alla "gestione della variazione sede di lavoro interna all'azienda senza rispetto dei criteri di trasparenza ed equità per tutti i dipendenti dell'azienda" e il "continuo diniego della mobilità in uscita o il rilascio del nulla osta dopo 11 mesi nonostante la presenza di graduatorie utili alle assunzioni". L'azienda, concludono i sindacati, "continua a predicare bene e razzolare male scaricando sulle spalle dei lavoratori il rendimento e la qualità dei servizi. A questa situazione bisogna dare uno stop a garanzia dei lavoratori e soprattutto dei cittadini". (Vor/ Dire)

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