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Una stalla ai rifugiati per allevare capre: regalo dell'arcivescovo Zuppi

Una stalla mobile al Dipartimento di Scienze veterinarie così che due rifugiati che, dal 2016, si occupano del gregge di capre possano continuare il loro percorso di formazione

Una stalla mobile al Dipartimento di Scienze mediche veterinarie dell'Università di Bologna presso cui ha sede il Circolo Acli Vet for Africa. E' stata donata dall'arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, così che Ebrima e Kwabena, due rifugiati che, dal 2016, si occupano del gregge di capre della fattoria didattica solidale della facoltà, possano continuare il loro percorso di formazione.

"Siamo partiti con 12-13 capre e oggi ce ne sono una trentina, ognuna produce circa tre litri di latte a ogni mungitura- dice Filippo Diaco, presidente provinciale Acli Bologna- L'attività è pienamente sostenibile: si stanno avviando trattative con i produttori locali per la vendita del latte". Uno dei produttori che sostengono il progetto è l'azienda agricola Fontanelli Guglielmo.

Rendere autonomi i rifugiati

La produzione interna e la creazione di una cooperativa nella nuova struttura di Ca' Sabbioni, in fase di ristrutturazione, renderebbe Ebrima e Kwabena autonomi: hanno 22 anni, arrivano da Gambia e Ghana e hanno lo status di rifugiati. Insieme ad altri giovani accolti nei progetti Sprar hanno partecipato ai corsi di italiano e sui diritti e doveri dei cittadini tenuti dal Circolo provinciale Acli. "Entrambi si sono mostrati molto seri e desiderosi di lavorare la terra o a contatto con gli animali perchè arrivando da villaggi rurali avevano esperienza in questo campo", precisa Diaco. Nel 2016, grazie a Garanzia Giovani hanno seguito un tirocinio di sei mesi al Circolo Acli Vet for Africa presso la Facolta' di Veterinaria dell'Università di Bologna a Ozzano.

Borse di studio 

"Hanno imparato le basi del lavoro e le norme sulla sicurezza- prosegue Diaco- grazie a due borse di studio attivate dal circolo e da Unibo, hanno continuato il loro percorso e acquisito maggiori competenze. Oggi si occupano della mungitura e della cura degli animali".

Come racconta Arcangelo Gentile, docente di Veterinaria e presidente del circolo Vet for Africa, "i ragazzi hanno imparato a gestire la mungitura, lo stoccaggio del latte e la biosicurezza negli allevamenti". Insieme a loro alla fattoria ci sono gli studenti di veterinaria e alcuni docenti che si alternano. "La stalla è bellissima, gli animali qui stanno bene e a noi piace questo lavoro- dicono Ebrima e Kwabena- Questo progetto ci ha cambiato la vita: per noi si è avverato un sogno. Abbiamo trovato nuovi amici, ci sentiamo fortunati".(Dire)

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