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Domenica, 25 Settembre 2022
Cronaca Castenaso

Il papà di Giulia e Alessia: "Giudizi severi dopo la tragedia, ma non provo rancore"

Cordoglio, ma anche critiche all'indomani della morte delle due sorelle di Castenaso. Il padre scrive una lettera accorata e ringrazia anche chi ha messo in atto "l'inconsulto vociare"

"Vivo la sofferenza confortato moralmente e spiritualmente dalle tante persone che quotidianamente hanno inondato me e la mia casa di un'umanità e dolcezza che va oltre misura e immaginazione. Vivo la sofferenza per l'immane tragedia che ha colpito la mia famiglia, e la consapevolezza del nuovo inizio che mi attende, nel fervido desiderio di provare a trasformare l'ingiusto evento in bene assoluto". E' l'accorata lettera che Vittorio Pisanu, padre di Alessia e Giulia, morte a Riccione sotto un Frecciarossa il 31 luglio scorso a 15 e 17 anni, ha inviato a Repubblica. 

Non è facile, anche per chi è genitore, comprendere lo strazio, il vuoto crudele per la famiglia, per chi rimane, il susseguirsi di ricordi e di qualche rimpianto, ma Vittorio non riesce a "nutrire rancore, rammarico o amarezza dall'inconsulto vociare continuo e costante che si è scatenato all'indomani della tragedia".

Eh sì, perchè come già raccontato da Bologna Today, sui social, quell'arma a doppio taglio che ormai è parte integrante delle nostre vite, si sono susseguite le parole di cordoglio, sincero, di chi si è immedesimato, ma anche di critiche e accuse di eccesso di permissivismo verso el due ragazze e i "giovani" in generale. 

Ma Vittorio Pisanu, nonostante il morso atroce del dolore, ringrazia "tutte le persone che hanno espresso un pensiero per me e la mia famiglia. Tutti indistintamente - anche coloro -  che hanno espresso giudizi severi verso la mia persona. Sono convinto che da ognuno di loro, possa trarre insegnamento per la vita che verrà".

E conclude: "Vorrei che da questa disgrazia, da questa immensa perdita, si possano trarre nuove energie per plasmarlo in amore puro. Affinché da questo vuoto, da questa banalizzazione del male, dal cinismo della disperazione, possa nascere e crescere rigoglioso l’amore verso il prossimo; uno spirito nuovo che possa infondere nella comunità speranza e fiducia. Perché le bimbe, le mie bimbe, le nostre bimbe, non siano 'nate' in cielo invano".

Cosa si sa sulla tragedia

Ancora oggi, poco ancora si conosce sull'accaduto: le telecamere di sorveglianza della stazione non sarebbero riuscite a riprendere il momento esatto dell'investimento, sul cui contesto gli inquirenti possono fare affidamento unicamente sulle testimonianze dei pochi presenti.  Proprio alcuni dei presenti, sentito da Riminitoday, ha riferito dello stato delle ragazze poco prima dell'incidente. "Barcollavano - ha spiegato - ma è impossibile dire se erano ubriache o solo stanche". Le giovani sono entrate in stazione e hanno attraversato il primo binario. "Quando le ho viste sulla linea - racconta un altro testimone - io e altre persone gli abbiamo urlato di allontanarsi perché si sentiva già il fischio del treno che a tutta velocità stava arrivando da sud diretto verso Rimini. O non abbiamo fatto in tempo o non ci hanno sentito perché l'impatto è stato immediato".

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