Beatificazione di Padre Marella: una messa, un percorso in città, un museo e un film in sua memoria

Domenica 4 ottobre sarà una giornata importante che arriva dopo tanti anni di attesa: la messa di beatificazione verrà celebrata dall'Arcivescovo Zuppi

Domenica sarà un giorno molto importante per Bologna. Non solo è il 4 ottobre e si celebra San Petronio, santo patrono della città, ma sarà anche il momento atteso da tanti anni, in cui Padre Olinto Marella verrà beatificato. Per lui una messa in Piazza Maggiore e dal 2021 il 6 settembre di ogni anno ci sarà una cerimonia liturgica dedicata alla sua memoria, mentre il reliquiario conterrà il suo manutergio di lino, lo stesso che conservò sempre nel suo breviario. Da domenica quindi, così come spiega Monsignor Giovanni Silvagni, dalla beatificazione potrà cominciare la venerazione. 

Sarà Matteo Maria Zuppi, Cardinale Arcivescovo di Bologna, Delegato del Papa per celebrare la messa di beatificazione (Zuppi parla di 'voci' da confermare), che verrà celebrata in Piazza Maggiore domenica pomeriggio (alle ore 16): "La data del 4 ottobre quest'anno unisce tre memorie: San Petronio, il santo patrono della città; Padre Marella, con la beatificazione e San Francesco (che di solito viene posticipato al 5 ottobre). In una città così attenta agli altri, ci dobbiamo ricordare che c'è ancora tanto da fare prendendo esempio da Padre Marella, che non è di qualcuno, ma appartiene a tutti: non stiamo parlando di liberarsi di qualche centesimo, ricordo che lui custodiva confodenze e sofferenze".  

Una mappa della città con i suoi luoghi: ogni tappa una lettura su Padre Marella

Nei primi quattro giorni di ottobre alcuni totem sparsi per Bologna segnaleranno i luoghi più significativi delle vicende di don Olinto nel cuore di Bologna (il Liceo Galvani dove ha insegnato, Piazza Verdi, l'Arcivescovado, via Caprarie, Piazza San Francesco e San Giovanni in Monte). L’iniziativa dal titolo "Storia di un uomo beato. Alla scoperta di padre Marella" è un itinerario lungo le vie del centro per conoscere la figura del nuovo beato. A raccontarla la sua storia un gruppo di ragazzi che sosteranno ognuno in un punto segnalato. 

Gli eventi in programma e le regole per accedere in Piazza Maggiore 

Domenica il Cardinale Zuppi celebrerà l’Eucaristia insieme ad altri Vescovi e sacerdoti. La partecipazione alla Messa, sia per il clero che per i fedeli, seguirà le norme di distanziamento sanitario e sarà possibile solo attraverso la registrazione al Portale iscrizioni sul sito www.chiesadibolgna.it. Per la cerimonia di beatificazione l’ingresso in Piazza è consentito dalle ore 14 alle ore 15.30. In serata la festa continua alle 20.30, sempre in Piazza Maggiore, con un grande concerto musicale per la festa di San Petronio seguito alle 23 dai fuochi d’artificio. Anche per questo evento è necessario iscriversi tramite il sito internet della diocesi. Ingresso in Piazza dalle 19.30 alle 20.15. Informazioni sulle iscrizioni, che rimangono aperte fino al 1° ottobre, anche al  numero 051.6480782 (orario 10–12.30).

In vista della beatificazione martedì 29 settembre si terrà nell’arena di Fico a Bologna un incontro con gli insegnanti: parteciperanno il cardinale Matteo Zuppi e il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Stefano Versari. Mirella D’Ascenzo, docente di Storia della pedagogia all’Alma Mater di Bologna, interverrà con una relazione sul modello educativo innovatore del professor Marella, per anni impegnato nella docenza ai Licei «Minghetti» e «Galvani». Sabato 3 ottobre dalle 15 alle 19 alcuni giovani accoglieranno i visitatori nei luoghi contrassegnati dai pannelli raccontando la vita di don Olinto e il suo carisma.

Un museo in quella che chiamava "cattedrale dei poveri" e un film a lui dedicato 

È inoltre in allestimento un museo dedicato a padre Marella nell’edificio di via Piana, zona Fiera, dove negli anni ‘40 si trovavano le baracche di molti indigenti e dove il padre utilizzava per le sue attività caritative un vecchio edificio.  "Non solo, su Padre Marella è in lavorazione anche un film - racconta don Alessandro Marchesini, Direttore Comitato Beatificazione - che sarà interpretato da un attore professionista ma che vedrà nel cast tantissimi cittadini bolognesi". 

Chi è Padre Marella

Giuseppe Olinto Marella nasce il 14 giugno 1882 a Pellestrina (Venezia) da una famiglia benestante. Il padre, medico condotto dell'isola, muore nel 1903, lasciando la vedova Carolina de Bei, insegnante, con tre giovani figli. Olinto, secondogenito, dimostra fin dall'adolescenza inclinazione alla vita ecclesiastica, grazie alle particolari cure dello zio monsignor Giuseppe M. Marella.

La dolorosa sospensione durata 16 anni

Terminate le scuole, il giovane Olinto viene mandato a Roma a proseguire gli studi nell'Apollinare, l'Istituto superiore di studi ecclesiastici, dove ha come compagno di corso Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII. Consegue la laurea in Teologia e Filosofia. Sacerdote il 17 dicembre del 1904, don Olinto celebra la prima Messa nella città natale. Sacerdote aperto e brillante, gli viene affidato l'incarico di insegnante nel seminario di Chioggia. Nel 1909, con l'aiuto del fratello Tullio, studente di ingegneria, progetta il Ricreatorio popolare a Pellestrina e, in breve tempo, raccoglie attorno a sé i bambini della parrocchia, educandoli con quei metodi moderni che gli procureranno non pochi problemi. Nello stesso anno, il 25 settembre 1909, infatti don Olinto Marella viene sospeso “a divinis” con il divieto di accostarsi all'Eucarestia in diocesi; il tutto dovuto alla ospitalità data allo “scomunicato” Romolo Murri, suo amico fin dal seminario. 

Con molta amarezza e dolore è costretto a lasciare la sua terra e come insegnante comincia a peregrinare in varie città italiane dove riesce a ottenere le cattedre di insegnamento. Nel 1916 consegue la laurea in Storia e Filosofia e il diploma di Magistero in Filosofia. Nel 1919 viene incaricato all'insegnamento della Filosofia nel Liceo Canova di Treviso. Insegna a Messina, Pola, Rieti, e Padova. Cura anche la traduzione del libro di G. B. Vico: “De nostri temporis studiorum ratione” e altri libri di pedagogia. Fa anche parte della Commissione Centrale per la revisione dei libri di testo. Nel 1924 approda a Bologna come insegnante di storia e filosofia nei prestigiosi Licei Galvani e Minghetti, dove rimarrà in cattedra fino al 1948.

Il 2 febbraio 1925, festa “Presentazione al Tempio”, il Card. Nasalli Rocca toglie a don Olinto Marella la sospensione a divinis, lo riabilita e lo accoglie nella Diocesi di Bologna, dove può finalmente esercitare il suo sacerdozio divenendo in breve fulgido esempio di apostolo, soprattutto nella periferia della città tra i poveri e i derelitti. Dal 1932 fa parte del Consiglio della San Vincenzo. In seguito, dopo la costruzione delle case Popolari di via Vezza, Piana, Pier Crescenzi, Mascarella, Scipione del Ferro, dirige l'assistenza religiosa degli agglomerati urbani. In quegli anni trasforma in piccole cappelle alcune cantine dei palazzoni appena costruiti detti degli “umili”. Negli stessi anni ospita nell'appartamento di via S. Mamolo 23, dieci piccoli bambini orfani, dove contemporaneamente trovano rifugio anche perseguitati politici.

Don Marella, che ben presto diventa per tutti Padre Marella, per la sua paternità esercitata sul campo, è l'uomo mandato da Dio che, dopo aver peregrinato e sofferto per sedici lunghi anni, marcisce come un chicco di grano e rinasce come una rigogliosa spiga per portare frutti abbondanti nella ricca, grassa e godereccia Bologna, città famosa per la sua cultura e gastronomia, ma non altrettanto famosa per la sua carità e testimonianza di fede.

«A chi chiede date volentieri, riceverete il centuplo. A chi non chiede date anche più volentieri, possederete la vita eterna» Padre Marella

Padre Marella con la sua presenza silenziosa e forte, con la sua fede impregnata di carità, con la sua concretezza ed immediatezza nel porgere aiuto a chiunque, tocca il cuore di tutti. Nessuno riesce a passargli accanto senza essere folgorato dalla sua Carità. Padre Marella diventa così la coscienza di Bologna, un faro di luce che illumina una città forse troppo borghese.

Si fa mendicante per condividere e capire meglio la condizione dei poveri, ma soprattutto, ispirato da Dio, sceglie questa forma eloquente ed umile di testimonianza per dare la possibilità a tante persone frettolose, distratte e indifferenti, di riflettere, arrestare la loro corsa e mettere in moto il meccanismo interiore della solidarietà.

Sceglie una cattedra di umiltà senza precedenti, da quell'angolo di strada, arroccato su quell'umile sgabello, lancia un silenzioso e penetrante messaggio a tutti i passanti: “non si può restare indifferenti di fronte a chi soffre”. Il periodo bellico lo vede autore di innumerevoli gesti di coraggio e altruismo; è costretto ad accogliere nelle sue case rifugio un impressionante numero di orfani, di sbandati, di poveri di ogni genere.

Costruisce chiese, si consuma giorno e notte alla questua davanti ai luoghi di spettacolo ed in alcuni punti strategici della città, e riesce anche ad ottenere dalla nettezza urbana un vecchio magazzino, che nel 1948 sarà trasformato nella prima rudimentale “Città dei Ragazzi” in via Piana a Bologna. Lo stesso anno lascia l'insegnamento per dedicarsi a tempo pieno ai “suoi ragazzi”. Gli anni a seguire vedono Padre Marella protagonista di diversi riconoscimenti come i due “Premi della Bontà” da parte della Regione e della Provincia; il premio “Notte di Natale” Angelo Motta.

La sua fama di santità cresce a dismisura davanti agli occhi del popolo, mentre per alcuni suoi confratelli di sacerdozio è un personaggio da tenere sotto controllo perché troppo evangelico e poco canonico; infatti fino a che è stato in essere il famoso sant'uffizio, veniva richiesta annualmente una relazione scritta al vescovo di Bologna, sul comportamento di questo sacerdote troppo originale e innovatore.

Nel 1960 Papa Giovanni XXIII scrive una lettera al Card. Lercaro a favore dell'”Opera assistenziale del mio carissimo amico e Padre Marella”, inviando l'offerta di un milione. L'8 ottobre 1968 don Olinto detta il suo Testamento Spirituale e nomina suo successore Padre Alessandro Mercuriali.

Il 6 settembre 1969, dopo aver ricevuto pienamente i conforti religiosi, attorniato dai suoi ragazzi, si spegne all'età di 87 anni, lasciando un'eredità di amore e carità che a 50 anni dalla sua scomparsa porta ancora frutti copiosi perché affonda le radici nella Divina Provvidenza, la quale non abbandona mai nessuno, ma soprattutto chi si prende cura dei poveri.

La salma del Padre dal 1980 riposa nella Chiesa della Sacra Famiglia in San Lazzaro come da suo desiderio: “Vicino ai miei ragazzi”.

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