Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca San Vitale / Via Mazzini

Matrimonio combinato: pakistana non ci sta e tenta il suicidio. Lega: "Inaccettabile"

La sedicenne ha bevuto acido murtiatico per non cedere al destino che l'attendeva. Ora è ricoverata al Sant'Orsola. La Procura indaga, Borgonzoni: "Estirpare certi retaggi culturali"

In Pakistan ancora esiste l'usanza di combinare matrimoni: un accordo tra le famiglie, talvolta all'insaputa degli sposi stessi. Così è successo anche a lei, che però vive a Bologna già da un po' e proprio non ne ha voluto sapere di "piegarsi" alla cultura orientale. Messa alle strette dal padre e dal fratello, che la volevano sposa a 16 anni con un connazionale, la giovane ha tentato il suicidio. Ha ingurgitato acido muriatico, fortunatamente non è morta ma è finita all'ospedale Sant'Orsola, dove è ricoverata da fine giugno.

LEGA NORD. Non tardano i j'accuse in seno al centrodestra, dopo le parole della pidiellina Isabella Bertolini arrivano quelle della leghista Lucia Borgonzoni, che lancia l'allarme: "Il problema delle donne pakistane, o comunque appartenenti a determinate comunità culturali-religiose, va affrontato e non più sottovalutato; non si può intervenire solo davanti a tali tragedie". La respondabile del Gruppo politico femminile nazionale della Lega Nord e consigliere comunale a Bologna, va giù duro e sottolinea l'esigenza di "estirpareatteggiamenti e retaggi culturali come questi, intollerabile in un paese civile, che evidenziano come spesso siano proprio gli stessi immigrati a rifiutare a priori l'integrazione, volendo importare, ed imporre, nelle nostre città le loro barbare usanze. L'integrazione è sicuramente un obiettivo da perseguire, ma devono essere loro i primi a desiderarla, attraverso il rifiuto di simili soprusi contrari ai diritti fondamentali dell'essere umano".

IL CASO FINISCE IN CONSIGLIO COMUNALE. A tal proposito lunedì prossimo Borgonzoni depositerà un ordine del giorno in Consiglio comunale, per impegnare la Giunta "ad intraprendere iniziative urgenti per affrontare responsabilmente quella che ormai si sta profilando come un'emergenza all'interno delle comunità straniere. Vedremo se il centrosinistra bolognese ha davvero a cuore l'integrazione più volte sbandierata, oppure preferisce ancora una volta nascondere la testa sotto la sabbia".

L'INDAGINE DELLA PROCURA. E sul caso della sedicenne indaga anche la Procura, per il reato di induzione al suicidio e il fascicolo, aperto come atto dovuto, è contro ignoti, al momento. Un volta verificati i comportamenti dei familiari, il reato potrebbe cambiare in maltrattamenti.

LE CONDIZIONI DELLA 16ENNE. Ora la ragazzina si sta riprendenso. Dopo aver fatto 10 giorni di rianimazione è passata nel reparto pediatrico del policlinico Sant'Orsola Malpighi. Qui, ad assisterla, solo la madre. Il fratello ed il padre sono stati interdetti dalle visite dal Tribunale dei minori. Non possono avvicinarsi alla giovane, e se lo facessero verrebbero arrestati.

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