Palestra della scuola per fine Ramandan, il sindaco: 'L'integrazione passa anche da gesti di disponibilità'

La Giunta di Castel San Pietro finisce nella bufera, rea di aver concesso lo spazio per celebrare la festa di fine Ramadan, il sindaco Tinti: 'Evitiamo strumentalizzazioni politiche"

Iftar in via Torleone a Bologna

La Giunta di Castel San Pietro finisce nella bufera, "rea" di aver concesso una palestra scolastica per celebrare la festa del Ramadan. "L'amministrazione comunale, nell'ambito delle sue competenze, ha sempre concesso l'uso della palestra in orario extrascolastico all'associazione richiedente, garantendo il diritto costituzionale alla libertà di associazione dei cittadini castellani, nel pieno rispetto di quanto previsto dal regolamento approvato dal Consiglio Comunale per le procedure di richiesta, autorizzazione e pagamento". Così Fausto Tinti, il sindaco del comune alle porte di Bologna, che interviene sul caso.

"La temporalità della celebrazione del Ramadan ha fatto sì che quest'anno fosse concomitante al periodo scolastico e di utilizzo della palestra nell'orario extrascolastico da parte delle associazioni sportive - spiega Tinti - pertanto l'Amministrazione non ha concesso l'uso della palestra per il periodo del Ramadan. La richiesta dell'associazione di cultura islamica per la celebrazione della festa finale del Ramadan in orario scolastico (che sarebbe avvenuta il 4 o il 5 giugno), una volta arrivata in giunta, ha necessitato di una mediazione attraverso la richiesta di utilizzo della palestra in orario scolastico. Tale richiesta è stata presentata alla Scuola Pizzigotti, trovando una disponibilità per le date su indicate".

"E poi sfrattano i bambini di una palestra costringendoli a fare ginnastica sotto il sole cocente per darla agli islamici per festeggiare il Ramadan ... - aveva scritto su Facebook Marco Lisei, consigliere di Forza Italia a Palazzo D'Accursio - la laicità vale solo quando c'è da togliere i crocifissi per il PD... Accade anche questo...."

Alle dichiarazioni di Lisei si aggiungono quelle del deputato forzista Galeazzo Bignami: "I bambini fuori al sole a fare ginnastica, gli islamici dentro a festeggiare, senza neanche avvertire i genitori. E' inspiegabile, anche perchè sindaco e preside, che lo hanno permesso, sono magari anche quelli che fanno appello alla laicità dello stato. La colpa non è degli islamici, è di quegli italiani che creano le condizioni perchè queste richieste vegano fatte e accolte. Vorremmo - continua Bignami in un video postato sui social - che questi italiani così solerti a genuflettersi davanti all'Islam, andassero in medioriente o in Aarabia Saudita a chiedere che venga esercito lo stesso principio di laicità, vediamo se tornano in che condizioni tornano. Il problema è che queste persone si vergognano delle nostre radici e della nostra identità, noi invece ne siamo orgogliosi..."

Il sindaco però non ha dubbi "sul valore civile e costituzionale del chiedere e ottenere la disponibilità della palestra per la festa di fine Ramadan. I richiedenti sono cittadini castellani e molti di loro sono cittadini italiani. Non concedere lo spazio sarebbe stata una grave violazione del loro diritto costituzionale alla libertà di associazione. Inoltre bisogna considerare che non esistono a Castel San Pietro Terme edifici di culto islamici, né sale di preghiera sufficientemente capienti da permettere attività di questo tipo: l'integrazione passa anche attraverso gesti di disponibilità come questo. Evitiamo perciò strumentalizzazioni politiche che certo nulla hanno a che vedere con questa occorrenza - e conclude - agitare lo spettro dei pesi e delle misure diverse non fa presa su una comunità aperta al dialogo, all'integrazione e al confronto come quella castellana".

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