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Ipotesi panchine in via delle Moline: gruppo di residenti contro la proposta

Il messaggio è stato affidato ad una lettera firmata da 52 abitanti: "Portano degrado"

Vade retro, panchina. A Bologna un gruppo di residenti della zona universitaria proprio non vuol sentir parlare dell'arrivo di nuove sedute in pietra nell'ambito della riqualificazione di via delle Moline, fra via Alessandrini e via Capo di Lucca.

Il messaggio è stato affidato ad una lettera firmata da 52 abitanti di quest'ultima strada ed indirizzata al sindaco Virginio Merola, all'assessore alla Mobilità, Claudio Mazzanti, alla presidente del quartiere Santo Stefano, Rosa Amorevole, al presidente della Fondazione Rusconi, Ivano Ruscelli, nonché a tutti i gruppi del Consiglio comunale.

La lettera segue la riunione dell'8 marzo organizzata dal quartiere con i residenti della zona, spiega il Comitato Capo di Lucca. I residenti sono stati informati del fatto che per attuare il progetto di pedonalizzazione, elaborato dalla Fondazione Rusconi, i lavori inizieranno il 22 marzo: per un mese lavorerà Hera (per sostituire le condutture di acqua e gas), poi seguiranno "i lavori di pavimentazione, in pietra grigia e pietra rosa simile a quella dell'altra parte di via delle Moline", riferiscono i residenti, per una durata dei cantieri "da quattro a sei mesi".

A causa di ciò "non sarà possibile accedere a via Capo di Lucca da via Moline; il Comune -si legge sempre nella lettera- prevede l'accesso per i residenti da via Irnerio, con senso unico alternato riservato ai residenti". Per quanto riguarda l'area pedonale "tutti hanno evidenziato che collocare le panchine favorirà assembramenti e comportamenti incivili, di giorno e di notte", scrivono i residenti, sottolineando che all'inizio di via Capo di Lucca ci sono una pizzeria e un ristorante da asporto che "già creano problemi a causa dell'abbandono in strada e sui gradini dei portoni di cartoni da pizza, lattine, bottiglie, bicchieri".

Le panchine "richiameranno piùpersone, aumentando sporcizia e degrado, come avvenuto in piazza Verdi, in piazza San Martino e sui sedili di Palazzo Bentivoglio -continua la lettera- favorendo i raduni per mangiare e bere in strada". Questo dopo che "l'assenza di servizi igienici pubblici e il divieto degli esercenti di usare i gabinetti dei locali -continuano i residenti- ha ridotto da anni via Capo di Lucca un orinatoio a cielo aperto, e non solo, di giorno e di notte".

A tutti, continua la lettera, "piacerebbe una città con aree pedonali accoglienti, pulite e curate, ma è evidente che in zona universitaria è impossibile", dichiarano i firmatari della lettera. La richiesta è quindi di "non collocare panchine, che non porterebbero vantaggi agli esercizi commerciali di via delle Moline (gelateria e bar già dotati di sedie e tavolini) né ai residenti", per i motivi già citati.

Il comitato, inoltre, lamenta di non essere "mai stato invitato a partecipare ad incontri in Quartiere o in Comune" sul progetto di riqualificazione. Inoltre, prevedere tra i quattro e i sei mesi di tempo per i lavori "è parso a tutti esagerato. Il cantiere nel periodo marzo-settembre recherà molti disagi alle attività commerciali, che già soffrono per le chiusure anti Covid-19 e attendono la ripresa", continua la lettera.

Infine, l'accesso a via Capo di Lucca da via Irnerio comporterà difficoltà per i residenti ma anche "seri problemi per mezzi di soccorso, taxi, consegne dei corrieri", scrive il comitato.

"Pretendiamo che l'amministrazione dia immediatamente risposta ai cittadini", afferma Francesco Sassone (Fdi), che oggi ha segnalato l'arrivo della lettera in Consiglio comunale: Palazzo D'Accursio "non deve ancora una volta, in modo arrogante, porre i cittadini di fronte ad un fatto compiuto". (Pam/ Dire) 

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