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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

Alimenti scaduti anche da anni, maxi-sequestro dei Nas in un panificio

Controlli a tappeto per verificare il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie nella preparazione e nella vendita del pane. Irregolarità nel 44% dei casi. In fallo anche un esercizio nel bolognese: disposta la sospensione dell'attività di panificazione e vendita

Controlli a tappeto nei panifici di tutta Italia, per verificare il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie per la preparazione, somministrazione e vendita del pane e prodotti affini. Da Nord a Sud, riscontrate centinaia di violazioni, prevalentemente a carattere amministrativo.

Pizzicati in fallo anche 4 esercizi del bolognese, uno sull'Appennino, gli altri nella città capoluogo. I carabinieri dei Nas, presso un panificio, hanno rinvenuto alimenti (salumi, latticini, confetture, sfarinati, frutta secca, cioccolato, sciroppi, miele, ecc) con termini minimi di conservazione e date di scadenza superati anche da qualche anno. I militari hanno proceduto al sequestro di 190 quintali di alimenti, per un valore di circa 25 mila euro. Segnalate le carenze all'Ausl, ne è stata disposta la sospensione dell'attività di panificazione e vendita.
Mancanze riscontrate anche in altri due panifici ed una pizzeria nella provincia felsinea, anche per queste attività è stata disposta la chiusura, a seguito delle cattive condizioni igienico sanitarie e irregolarità nelle etichettature riscontrate.

Così nell’ambito dell'operazione "Autunno 2015" disposta dal Ministero della Salute. In totale sono state eseguite 833 ispezioni a panifici ed esercizi di produzione e vendita di farinacei, che hanno evidenziato irregolarità nel 44% dei casi. Nel corso dei controlli sono state accertate 578 violazioni,  sono stati segnalati 393 esercenti alle autorità competenti (  21 deferiti all'autorità giudiziaria) ed elevate sanzioni amministrative per circa 400 mila euro. Complessivamente i carabinieri hanno sequestrato circa 40.400 kg di alimenti vari tra pane, prodotti da forno e farine, procedendo alla chiusura di 41 strutture tra panifici, depositi alimentari ed esercizi di vendita, per un valore complessivo di 104 milioni di euro circa.

Le violazioni più ricorrenti hanno riguardato le carenze igienico-strutturali; l'assenza dell'autorizzazione sanitaria necessaria per l'esercizio dell'attività di panificazione; l'omessa attuazione del piano di autocontrollo; la mancata predisposizione di un sistema di rintracciabilità dei prodotti; l'irregolarità dell'etichettatura e le inosservanze della specifica normativa di settore. Sono stati inoltre riscontrati illeciti di natura penale, quali la detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione e frodi in commercio.  
 

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