Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Nuova mutazione del Covid, Pandolfi (Ausl): "Partiti da settimane con il sequenziamento. Meno di 10 casi"

Il direttore del dipartimento di Sanità Pubblica dell'Azienda Usl di Bologna fa chiarezza sulla variante Delta: "Fondamentale il tracciamento. Grande responsabilità di ognuno di noi: le vacanze servono ma in primo piano sempre la salute"

Il sequenziamento dei nuovi positivi è cominciato già da settimane per individuare e monitorare gli eventuali casi di Covid-19 variante Delta. Lo spiega Paolo Pandolfi, il direttore del dipartimento di Sanità Pubblica dell'Azienda Usl di Bologna chiarendo che comunque in questo momento stiamo parlando di numeri sotto la decina. Che cosa hanno in comune i pazienti affetti dall'ultima mutazione del virus, che si stima possa diventare quella prevalente visti anche i numeri divulgati dall’Istituto superiore di Sanità che vedono un salto dal 4,2% al 16,8 fra maggio e fine giugno? 

"I casi sono tendenzialmente legati a focolai familiari ma anche ad attività lavorative che si basano sulle relazioni, come quelle di stampo commerciale. Al momento parliamo comunque, per quel che riguarda il nostro territorio, di casi che si contano sulle dita di due mani. - dice Pandolfi - Stiamo agendo con interventi mirati e ci troviamo in una fase iniziale che vede il rischoi maggiore nei soggetti non vaccinati e quindi i molto giovani. Determinante ovviamente il lavoro di tracciamento". 

Determinante però anche la responsabilità dei singoli? "Certamente. La cittadinanza deve essere consapevole che per contenere la malattia e per ogni anche piccolo dubbio sia necessario fare la segnalazione al proprio medico per avere una diagnosi quanto prima. Bisogna considerare che si possono mettere in pericolo i nostri familiari e in nostri amici. Più i soggetti sono attivi nelle relazioni e più il rischio cresce. I fenomeni più gravi da quello che si sa ad oggi, sono legati a chi non è ancora vaccinato ben sapendo che dopo la prima dose c'è già una riduzione importante delle probabilità e l'immunità da eventi gravi, ma dopo la seconda certamente si è ancora più sicuri. Ci preoccupa la fascia 20-52 anni più che altro. Sappiamo che andare in vacanza è importante, ma al primo posto dobbiamo mettere la salute". 

Ricordando gli 83 mila contagiati e i 3 mila decessi Pandolfi sottolinea che "Il virus esiste ed è diffuso. A proposito dei sanitari che ancora non si sarebbero sottoposti a vaccinazione spiega che: "Si stanno facendo controlli e ricognizioni e i colleghi (che nella maggior parte dei casi ha colto naturalmente questa opportunità) avranno l'obbligo di vaccinarsi per legge". 

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