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Pagamento strisce blu fino alle 20 anche in periferia, Priolo: "Tuteliamo i residenti"

"Utilizzate da non residenti per lasciare l'auto gratuitamente dopo le 18". Per l'assessore alla città servono anche 70 nuove licenze taxi

Portare l'orario della sosta a pagamento sulle strisce blu dalle 18 alle 20 anche nella prima periferia. E' l'emendamento al nuovo piano del traffico (Pgtu) proposto dalla Giunta, esaminato in commissione Mobilità a Palazzo D'Accursio con voto finale in Consiglio comunale il 2 dicembre.

"Prevediamo la possibilità nei quattro anni di valenza del piano di ampliare l'orario di pagamento della sosta sulle strisce blu nella prima periferia- spiega l'assessore alla Mobilità, Irene Priolo- in linea con gli orari della Ztl", quindi in tutta la prima cintura intorno ai viali sulle strisce blu si pagherà fino alle 20 e non più fino alle 18. Il motivo? Oggi quelle zone, spiega Priolo, vengono utilizzate da molti non residenti per lasciare l'auto gratuitamente dopo le 18 e raggiungere il centro. Allungando il pagamento della sosta, dunque, "tuteliamo i residenti della prima periferia allo stesso modo dei residenti del centro -afferma l'assessore- è una cosa di buonsenso".

Le strisce blu diventeranno poi a pagamento in tutta la città anche per le auto ibride. "Progressivamente- conferma Priolo- arriveremo a far pagare la sosta anche a loro, come avviene per i mezzi a metano o a gpl". La tariffa sarà ridotta al 50% e sarà mantenuta la possibilità di entrare nella zona a traffico limitato e di poter parcheggiare in ogni area. Con l'avvento della Ztl ambientale nel 2020, infine, nessuna deroga sarà prevista per le auto storiche (se non in occasione di raduni ed eventi particolari), che vengono quindi equiparate ai mezzi con motore euro zero. Di conseguenza, non potranno circolare nella Ztl se non a pagamento e anche la sosta per i residenti non sarà più gratuita.

Nuove licenze taxi 

Per l'assessore alla città di Bologna servono almeno 70 nuove licenze di taxi. Priolo rilancia anche la proposta della doppia guida e della collaborazione familiare per allungare i turni di lavoro dei tassisti, aprendo anche all'idea delle licenze temporanee. "Non possiamo avere lo stesso numero di licenze di taxi di 10 anni fa- afferma - abbiamo un problema di copertura in orario serale, dalle 19 all'una di notte, e in particolare in alcune zone. Stazione e aeroporto ad esempio sono i principali punti deboli".

"Non abbiamo aperto una guerra con i tassisti, anzi- ci tiene a precisare l'assessore- serve un'alleanza con la categoria per far funzionare meglio quello che c'e' e per risolvere i problemi anche con un aumento delle licenze. C'e' consapevolezza di questo da parte della stessa categoria". Il primo atto del Comune sarà uscire tra gennaio e febbraio con un nuovo bando per assegnare le 16 licenze (anche per taxi elettrici) rimaste libere del pacchetto di 36 previsto dal precedente piano del Comune. "Sono fiduciosa di chiudere la partita questa volta", afferma Priolo "secondo noi servirebbero almeno 70 licenze in più. Possiamo scendere a 50 se però funzionano le altre proposte", ovvero la doppia guida, le collaborazioni familiari e le licenze temporanee. Sulle collaborazioni familiari, in particolare, "abbiamo avviato un accordo su base volontaria- spiega l'assessore- adesso non è a pieno regime, ma io ho la necessità che con queste collaborazioni si copra un turno di 16 ore. Perchè anche se emetto 100 licenze nuove, visto che non posso imporre i turni, anche i nuovi tassisti finiscono per andare a coprire gli stessi orari e alcune fasce rimangono comunque scoperte". In altre parole, afferma Priolo, "serve un'estensione del servizio, ma avere nuove licenze può non essere sufficiente". Le associazioni di categoria, inoltre, "ci hanno chiesto un'ulteriore verifica sulle licenze temporanee e io sono favorevole- dice l'assessore- purchè siano in numero limitato, perchè non voglio alimentare il precariato". Anzi, secondo Priolo, "le licenze temporanee possono essere utili in un'ottica di formazione dei tassisti, che poi avranno un diritto di prelazione nei successivi bandi per le nuove licenze". (dire) 

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