Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca Via Aldo Moro

Parco Don Bosco, gli attivisti fermano i lavori e l'abbattimento degli alberi: "Non siamo anti-tram ma vogliamo salvare il verde"

Nuova mobilitazione in viale Aldo Moro per salvare un filare che sarà scavato per far posto alla ciclabile di fianco alla linea tranviaria

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Le voci erano già arrivate e oggi 13 giugno sono comparsi gli operai che, a dire il vero, erano attesi già ieri mattina, quando alle prime ore del giorno una quarantina di attivisti per la difesa del Parco Don Bosco si erano dati appuntamento nell'area verde di fronte ai palazzi della fiera. Ma i mezzi si sono palesati solo oggi e il "popolo" di chi si oppone al progetto delle nuove scuole Besta si è ricompattato fra la Rotonda Pancaldi a via Serena. Stavolta per impedire l'avvio della costruzione della pista ciclabile compresa nel progetto della linea rossa del tram in via Aldo Moro.

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"Non siamo contro il tram ma vogliamo salvaguardare il più possibile il parco e i suoi alberi", specificano gli appartenenti al comitato e i manifestanti. Che per tutto il giorno si sono seduti sul terrapieno sul lato nord del parco che, per far posto al percorso ciclabile, verrà scavato sradicando gli alberi di un filare. "Questa è solo una parte delle 70 piante destinate all'abbattimento. Gli alberi sul lato nord del Don Bosco per ora sono salvi. Rimangono le ruspe, invitiamo tutte a un presidio permanente". Sono stati presenti a dare man forte anche l'organizzazione Cambiare Rotta, Legambiente e altri solidali.

La mobilitazione era già avvenuta ieri, dopo che era circolata la voce della ripresa dei lavori sul parco. Il Comune di Bologna ha precisato che "in merito ai lavori del tram in corso già da diversi giorni nel tratto dalla rotonda Pancaldi all'intersezione con via Serena, si precisa che nella giornata di oggi (ieri, ndr) non si è verificato alcun blocco del cantiere contrariamente a quanto dichiarato agli organi di stampa dal comitato contrario alla realizzazione delle nuove scuole Besta".

"Perché non creare un percorso ciclopedonale all'interno del parco, parallelo al viale (non cementificato, ma in terreno battuto), che si colleghi più a est con la pista ciclabile già presente?" è stata la proposta avanzata dal Comitato Besta e dal Comitato Parco Don Bosco in una lettera aperta inviata al sindaco Matteo Lepore: "Ci aspettavamo l'intervento delle forze dell'ordine per portare avanti un altro progetto scellerato, anche se Lei dice che non vuole giocare a braccio di ferro, i fatti e le violenze sui manifestanti raccontano un'altra storia, in questa città mostrificata e mortificata dalla gentrificazione. Non più "rossa" ma arancione, come le reti dei cantieri.

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Per realizzare un marciapiedi e una pista ciclabile - prosegue il fronte dei contrari - è previsto il massacro di oltre 70 piante, con esemplari rappresentativi e anche vetusti. Piante di grande pregio. Ma si è desistito perché, anche oggi, si sarebbe dovuto imporre con la forza un altro progetto assurdo". Contrasti, questi tra attivisti e amministrazione comunale, che si sono consumati anche intorno al progetto di costruzione delle nuove scuole medie Besta sempre all'interno del parco. E che erano deflagrati nei violenti scontri con la polizia lo scorso aprile. Se da una parte il Comune ha dato disponibilità a rivedere in parte i piani, il comitato ha ribadito di essere contrario alla realizzazione del plesso proponendo invece la ristrutturazione di quello già esistente.

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