Omicidio al Parco Mariotti: in carcere il presunto assassino, disposta l'autopisa

Il Gip ha disposto la custodia cautelare alla Dozza per il 38enne che ha confessato l'omicidio del senegalese la notte tra sabato e domenica. L'autopsia è fissata per il 28 luglio. Al via la raccolta fondi per il rimpatrio della salma

Rimane in carcere Hiceme Abdali, il 38enne nordafricano reo confesso dell'omicidio di Abdullaye Sall, la notte tra sabato e domenica scorsa al Parco Lunetta Mariotti, nel quartiere Navile. 

Questa mattina il Giudice per le indagini preliminari Mirko Margiocco non ha confermato il fermo, non essendovi pericolo di fuga, ma ha disposto la custodia in carcere a seguito della confessione, ma anche perchè è senza fissa dimora. Come conferma l'avvocato della difesa Antonio Bove "una misura cautelare data da elementi al momento incontestabili, inoltre la Procura ha portato alcuni testimoni". 

Il 38enne, che ha a suo carico precedenti per droga e una recente detenzione in carcere, ha ricordi confusi, ha detto però di essere stato insultato da Sall (detto Laye) che avrebbe afferrato un coltello, così lo avrebbe disarmato e colpito. Da quanto si apprende, entrambi erano ubriachi, ora si attendono i risultati dell'autopsia fissata per giovedì 28 luglio. 

Non si esclude la richiesta di una perizia psichiatrica da parte del difensore: "Lo vedrò venerdì mattina, il medico del carcere lo ha già sottoposto a una cura, attendo di conoscere che tipo di medicinali ha prescritto - ha detto a Bologna Today l'avvocato che durante il colloquio cercherà anche di approfondire la dinamica degli eventi di quella tragica notte.

Diverso il racconto degli amici e il cugino di Laye: lo descrivono come pacifico e generoso, anche se negli ultimi tempi beveva. Era stato lui stesso a portare Hiceme al parco durante il periodo del Ramadan. I testimoni hanno riferito che, dapprima avrebbe inseguito un pakistano gridando che gli doveva dei soldi: 'Poi ha cominciato a dire che non trovava la sua cocaina, così ha svegliato Laye" dunque avrebbero discusso, poi la coltellata al collo. 

La comunità senegalese ha chiamato a raccolta gli amici di Laye Sall. Appuntamento domenica 31 luglio alle ore 15 in via Battindarno, nella sede del quartiere Reno: si leggeranno brani deòl Corano e partirà la raccolta fondi per il rimpatrio della salma in Senegal. 

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