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Appennino, parto d'emergenza in ambulanza

C'è chi torna a polemizzare sulla chiusura del punto nascita di Porretta: "Ci risiamo, un'altra donna costretta a partorire in ambulanza. Tutto questo è inaccettabile"

Altro parto in emergenza sull'Appennino bolognese, dove una donna oggi si è ritrovata a dare alla luce il proprio bebè in ambulanza.
L'Ausl rassicura, dicendo che mamma e  neonato  stanno bene  e ripercorrendo le dinamiche dei fatti. "La chiamata di soccorso - raccontano i sanitari - riguardante una donna quasi a termine di gravidanza, è giunta alla Centrale Operativa 118 questa mattina alle 6.46. La signora  si trovava a Gaggio Montano. Alle 6.52 l’ambulanza, immediatamente allertata, è arrivata al domicilio della signora. Verificata l’imminenza del parto, i soccorritori hanno allertato l’automedica ed attivato il protocollo previsto per i parti in emergenza, dirigendosi verso l’Ospedale di Porretta Terme, il più vicino al domicilio, dove era pronta ad intervenire l’équipe ginecologico-pediatrica".

Non è stato però possibile raggiungere l’ospedale prima del parto. Infatti, lungo il percorso, nei pressi di Silla, alle 7.13 la signora ha partorito un bimbo di 3.080 grammi, alla presenza del medico dell’automedica, poi donna e neonato sono stati portati all’Ospedale di Porretta Terme. Infine, sono stati trasferiti alla Maternità del Maggiore, dove si trovano tuttora.

LEGA: “PER APPENNINO QUESTA NORMALITA'".  La circostanza ha sollevato nuovamente polemiche sulla chiusura del punto nascite di Porretta. “Ci risiamo, un’altra donna residente sull’appennino bolognese è stata costretta a partorire in ambulanza. Tutto questo è inaccettabile”. Così sbotta il Consigliere Regionale della Lega Nord, Daniele Marchetti, aggiungendo 
che “il punto nascita di Porretta Terme fu chiuso perché non aveva un numero sufficiente di parti per garantire la sicurezza e la manualità degli operatori, ma questa decisione come si concilia con questa situazione? – si domanda Marchetti – Se un numero basso di parti, non garantisce un’adeguata preparazione degli operatori sanitari, lo stesso discorso non dovrebbe valere anche per il personale del 118 che sicuramente non assiste tutti i giorni a dei parti?”. Il leghista fa sapere che interrogherà la Giunta Regionale "perché a nostro avviso, la chiusura del punto nascita di Porretta Terme fu un grande errore e queste situazioni, ne sono la dimostrazione".
 

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