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Porretta, partorisce in casa al 7° mese: maltempo blocca soccorsi, 'tragedia sfiorata'

Neonato podalico, nasce con cordone arrotolato intorno al collo. Solo "la professionalità della squadra dell'ambulanza ha scongiurato una tragedia". A sollevare il caso è Noè, in una interrogazione alla Giunta in cui chiede: "tutelare sicurezza delle partorienti nelle zone più disagiate"

A Corvella di Porretta Terme, in provincia di Bologna, “una gestante al settimo mese di gravidanza ha partorito nella propria abitazione un neonato con un parto podalico e col cordone ombelicale girato due volte attorno al collo”, e solo “la professionalità della squadra dell’ambulanza ha scongiurato una tragedia, anche perché l'elisoccorso richiesto all’Ospedale Maggiore non ha potuto decollare a causa del maltempo”.

A sollevare il caso è Silvia Noè (Udc), in una interrogazione alla Giunta in cui chiede all’esecutivo regionale di “ridefinire un’azione urgente e concreta tra i vertici della Regione e Asl per tutelare la sicurezza delle partorienti e dei neonati nelle zone più disagiate”, come appunto quella di Porretta Terme, dove “la Regione, nonostante le moltissime voci contrarie, le numerose interrogazioni, le richieste del Comitato e di amministratori locali, ha proceduto alla chiusura della sala parto, considerata un punto di servizio indispensabile per il vasto territorio della montagna e della collina bolognese ed un punto di qualità dei servizi anche per cittadini di Bologna che spesso preferivano la clinica di Porretta a quelle di Bologna”.

La consigliera sottolinea come la situazione verificatasi "risulta essere stata preceduta da un'altra situazione simile, in cui il lieto fine è sempre stato dovuto all'intervento dei soccorsi locali”, confermando quindi che “la chiusura della sala Parto di Porretta ha messo in seria discussione la funzionalità ed il grado di sicurezza dei servizi sanitari in montagna”.

Risale solo ad un mese fa un altro parto al 'cardio-palma' verificatosi nel nostro Appennino  - a Gaggio Montano - dove una donna, giunta al termine della gravidanza, ha rischiato di partorire lungo la strada verso l'ospedale: il travaglio, infatti, si sarebbe svolto talmente velocemente che l'ambulanza non era riuscita a raggiungere il Sant'Orsola, ma aveva dovuto fare retrofront verso il pronto soccorso della struttura sanitaria più vicina.

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