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Dalla montagna non fa in tempo ad arrivare al Sant'Orsola, partorisce al PS di Vergato

Parto al 'cardiopalma'. Tutto si sarebbe svolto troppo velocemente e per la partoriente - residente nel distretto della Montagna - non c'era più tempo. L'ambulanza fa inversione, la bimba nasce al pronto soccorso di Vergato

Parto al 'cardiopalma' . Tutto si sarebbe svolto troppo velocemente e la partoriente - residente nel distretto della Montagna (Gaggio Montano)- non sarebbe riuscita ad arrivare in tempo all'ospedale Sant'Orsola di Bologna, dove avrebbe dovuto far nascere la sua bimba. Così l'ambulanza ha fatto inversione, e la piccina è nata in un pronto soccorso. E' accaduto ieri a Vergato. Qui la donna, 30 anni, ha dato alla luce una bambina, sana, di 3 kg e 270 grammi.

Da quanto riferisce l'azienda sanitaria, la dinamica sarebbe stata assai veloce: erano circa le 16.20 quando la Centrale Operativa 118 Emilia Est ha riceve la chiamata per un trasporto in urgenza per una gravidanza a termine, al Policlinico S. Orsola-Malpighi, come da richiesta della signora. Dopo 20 minuti un'ambulanza e un'automedica arrivano a casa della signora e in dieci minuti sono pronti alla volta del S. Orsola. Durante il percorso il personale di soccorso, però, valutate le condizioni della signora, si rende conto che il parto è imminente e decide di cambiare rotta, dirigendosi al Pronto Soccorso di Vergato.  Qui arrivano alle 17.20 circa (un'ora dopo la chiamata della partoriente al 118). E in dieci minuti la donna partorisce una bimba, assistita dal medico di guardia di Pronto Soccorso, da alcuni infermieri e dal medico del 118. Presenti al parto anche due anestesisti, ai quali viene immediatamente affidata la neonata, come riporta ancora l'Ausl. Ad un'oretta circa dalla nascita della piccina, mamma e bimba vengono trasferite alla Maternità dell’Ospedale Maggiore (con un viaggio di circa un'oretta). Tre i mezzi di soccorso dedicati, una ambulanza con anestesista e termoculla per la neonata, una ambulanza con medico per la mamma e un’automedica.

"Una vicenda che si è svolta in pochi minuti", racconta l'Ausl, tenendo a sottolineare come l'esito della vicenda "confermi la sicurezza del sistema di emergenza-urgenza dell’Azienda". Insomma, un po' un mettere le mani avanti, dopo le non poche contestazioni sorte nei mesi scorsi introna alla chiusura del Punto Nascite di Porretta e le battaglie ingaggiate dai residenti contro il ridimensionamento degli ospedali di montagna. Forse in questa circostanza avrebbe fatto comodo il Punto Nascite di Porretta, che da Vergato dista circa una ventina di km, mentre l'ospedale Sant'Orsola, quasi tre volte tanto. Ma, come si dice, è tutto bene quel che finisce bene. Mamma e neonata sono attualmente ricoverate nel reparto maternità dell'ospedale Maggiore, entrambe in buone condizioni di salute. 

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