Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Centro Storico / Via Francesco Rizzoli

Agnelli di Pasqua, sit-in degli animalisti in centro: "E' un'usanza macabra"

Le associazioni: "Chiediamo che degli esseri neonati e innocenti non siano più vittime di una tradizione intrisa di violenza e morte. Cambiare si può, le scelte di ognuno di noi fanno la differenza"

Pasqua si avvicina e gli animalisti delle associazioni Lav, lega anti vivisezione e "Salviamo gli Orsi della Luna" ieri pomeriggio hanno organizzato un sit-in in via Rizzoli: "Siamo qui per sensibilizzare i cittadini bolognesi sulla macabra usanza che prevede in Italia l’uccisione e la macellazione di più di 700.000 tra agnelli e capretti per festeggiare e onorare la Santa Pasqua". 

IL SIT-IN- Una decina di attivisti si è vista impegnata in una scenografia statica, indossando maschere bianche e grandi cartelli che, attraverso testi e immagini, uno dopo l’altro, potessero illustrare “La via crucis degli agnelli”, in poche e significative tappe che segnano la breve vita di un agnello. 

Gli animalisti descrivono i passaggi che portano gli agnelli alla morte: "Gli agnelli nascono nelle settimane che precedono la Pasqua. Le cure e la presenza materna sono per loro, come per ogni altro essere vivente appena nato, fonte di vita e gioia. Poi perà vengono strappati alla madere dopo appena un mese sono considerati pronti per la macellazione e marchiati, pesati. Prelevare con forza degli esseri viventi in età così giovane, allontanandoli in questo modo dalle loro madri, è una delle pratiche più crudeli che caratterizzano l’intera industria alimentare".

"Gli agnelli ammassati senza alcuna cura nei camion vengono trasportati per ore, a volte anche per giorni nel caso di agnelli provenienti dall’Est Europa (soprattutto Romania) - continua la nota stampa - Arrivati a destinazione, un agnello viene preso, fatto scendere dal camion e gettato nel macello. Così facendo gli altri, impauriti e incoscienti di quello che accadrà, seguono il gregge senza troppi indugi. Gli agnelli, considerati carne da macello e uccisi in serie, incappano anche nella brutalità e nella trascuratezza degli operatori, desensibilizzati di fronte alla routine di un lavoro per definizione violento. Una volta entrati nel mattatoio, durante l’attesa, i cuccioli assistono impotenti all’uccisione dei loro simili, storditi e sgozzati di fronte ai loro occhi. Intuendo la loro sorte emettono lamenti strazianti. Successivamente gli animali vengono dapprima rinchiusi in un box di acciaio, uno alla volta vengono immobilizzati con una pinza che ne provoca lo stordimento per elettronarcosi, infine sgozzati e appesi ai ganci per favorire una morte per dissanguamento. Né la religione né la tradizione possono secondo il nostro parere essere motivazioni o giustificazioni in alcun modo accettabili. La morte di migliaia di essere senzienti non ha scusanti".

"Al termine di questa Via Crucis, un monitor proietta senza sosta il video dell'investigazione sulla macellazione degli agnelli di AnimalEquality. Altri volontari sono impegnati in attività di volantinaggio per informare e fornire alternative cruelty free al pranzo di Pasqua.  Noi della LAV e dell’associazione Salviamo gli orsi della Luna chiediamo a gran voce che tutto questo dolore, sia animale sia umano, cessi". La breve vita di un agnello è il simbolo lampante di un controsenso assurdo per il quale si festeggia una gioiosa rinascita con il massacro – che sta avvenendo proprio qui e ora – di migliaia di cuccioli neonati, puri, indifesi e innocenti. Come può la morte di migliaia di innocenti lavare via i nostri peccati, i peccati del mondo?"

Via Rizzoli-3-2 "Gli agnelli a Pasqua sono le vere ed uniche vittime di una  tradizione religiosa che a parer nostro non solo può ma  deve essere cambiata. Il raduno di protesta ha l’intento di  informare e far nascere una riflessione, un dibattito nella  società, affinché attraverso il confronto nasca la necessità di un  cambiamento urgente e improrogabile.  Noi ci auspichiamo che  sia una vera festa di rinascita, rinascita anche delle coscienze di  noi esseri umani, ispirata se si vuole anche al V  comandamento: Non uccidere". 

 Chiediamo che degli esseri neonati e innocenti non siano  più le vittime di una tradizione intrisa di violenza e morte.   Ci auspichiamo inoltre che sempre più persone si ispirino a  un’alimentazione priva di sofferenze. Cambiare si può, le scelte di ognuno di noi fanno la differenza.
 

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