Passante di mezzo, il comitato per l'alternativa: "Abbiamo le idee, i soldi ci sono"

Il passante nord è stato archiviato, ma il Comitato per l'alternativa al Passante Nord è ancora più che attivo nello studio di soluzioni per il nodo di Bologna. Galli: "Diciamolo: lo spauracchio del traffico non è credibile"

Gianni Galli

Oggi riprendono le assemblee pubbliche organizzate dal Comune di Bologna sul "passante di mezzo" (progetto presentato da Virginio Merola il 22 luglio scorso): l'annosa questione del "nodo bolognese", dopo la bocciatura del passante nord, è viva e partecipata più che mai, visto il coinvolgimento diretto dei cittadini. Fra i gruppi che da anni si impegnano a studiare soluzioni e miglioramenti anche quello di Gianni Galli, del Comitato per l'alternativa al Passante Nord, attivo fin dal 2003.  

"Vorremmo semplicemente dare un contributo disinteressato alla città: il nostro concorso di idee è cominciato nel lontano 2004 (non ci convinceva il progetto del passante nord, che poi è stato archiviato) ed è da allora che studiamo soluzioni per risolvere le criticità del nodo bolognese. Il nostro obiettivo è stato fin dalla fondazione del comitato quello di lavorare sull'esistente prima di consumare il territorio (nel nostro progetto viene sfruttata la striscia di terreno attualmente non utilizzata. La nostra proposta era diversa fin dalle origini, era di maggiore contenimento e mitigazione. L'abbiamo discussa in tutti i consigli comunali in tutto il 2015 sottolineando anche il fatto che sia meno costosa di quella proposta e che rientra quindi nelle risorse a disposizione, partendo dal presupposto che la situazione attuale non  va bene e che l'adeguamento va fatto perchè due corsie sono poche". 

Qual è dunque (in sintesi) la vostra proposta 'alternativa' per la città?

"Si basa sull'allargamento del nodo tangenziale/autostrada ed è in linea con i più moderni criteri di salvaguardia ambientale e di mobilità, ha costi molto inferiori e prevede un consumo del territorio vicino allo zero (come da Legge Regionale 20). I requisiti che il progetto deve avere per risolvere le criticità sono, sia per l'autostrada che per la tangenziale, le tre corsie per senso di marcia per e una corsia di emergenza oltre che la diminuzione dell'esposizione dei residenti a rumore e inquinamento; lo sfruttamento e delle opere incompiute (completamento del lungo Savena) e il ponte sul Reno per eliminare tutto il traffico Reno-Galliera. L'appello oggi è: facciamolo bene". 

Ma è vero che negli anni il traffico a Bologna in realtà è diminuito?

"Nel 2002 i veicoli/giorno complessivi (quindi tangenziale e rete autostradale) erano 180 mila (100 mila in tangenziale e 80 mila in autostrada) e secondo gli studi dell'epoca sarebbero dovuti crescere del 2,5% circa ogni anno e quindi le previsioni erano sui 250/260 mila veicoli al giorno. Nel 2004 però diminuiscono e diventano 148 mila. Nel 2015 i numeri arrivano a 152 mila e le previsioni al 2035 alla fine sono inferiori rispetto all'anno di creazione del progetto passante nord. Insomma...lo spauracchio del traffico non è credibile". 

Passante-2

       Nell'immagine la proposta 'alternativa' del passante studiata dal comitato di Gianni Galli. 

Si parla anche di "coperture", di ecocondotti...giusto?

"Esatto. Ecco per esempio una proiezione di come potrebbe diventare San Donnino con l'ecocondotto. Sarebbe un modo per proteggere i cittadini dalla polveri sottili e così non avrebbero davanti la bruttura dell'autostrada. Le gallerie sarebbero la ciliegina sulla torta, il salto di qualità: la nostra ipotesi prevede infatti la costruzione di gallerie artificiali ed ecodotti risolvendo tutte le zone critiche, da Borgo Panigale a San Lazzaro. Il promo obiettivo è quello di dare un contributo ai residenti". 

Passante rumore e inquinamento-2

Mettiamo che il vostro progetto venga preso in considerazione: quanto tempo ci vorrebbe per i lavori? Con quali disagi?

"Naturalmente la cantierizzazione va studiata ad hoc e il percorso dovrà essere scandito in vari step: con partenza lavori nel 2018 non escluderei di vedere tutto concluso entro il 2021, in tre anni. Questi non sono tempi 'fuori dal mondo', le autostrade hanno già lavorato bene e rapidamente in altri contesti (come gli allargamenti fatti a Milano), mettendo in funzione dei sistemi di alleggerimento del traffico che hanno reso lieve l'impatto dei cantieri sulla viabilità".  

Quali sono i rapporti fra voi e le amministrazioni pubbliche? Alla fine il "passante nord" è stato archiviato: un bel risultato per voi...

I rapporti sono buoni, abbiamo sempre cercato un confronto. Da anni partecipiamo alle assemblee pubbliche e ai consigli comunali inserendo i nostri esperti per dare un contributo e far venire fuori eventuali potenzialità. Vorremmo che Bologna fosse all'avanguardia anche per quanto riguarda il traffico. Per quanto riguarda il passante nord, dobbiamo dare atto al sindaco Merola di essere stato coraggioso: ha capito che non funzionava e lo ha detto prima delle elezioni. Da ottobre riprenderemo i nostri incontri, ci metteremo a disposizione a favore del buonsenso. Noi del comitato non abbiamo mai fatto politica, siamo sempre stati super partes".  

Il Comitato per l'alternativa al Passante Nord. E' costituito da cittadini dei comuni di Bologna, Anzola dell'Emilia, Argelato, Bentivoglio, Budrio, Calderara di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell'Emilia, Ozzano dell'Emilia, Sala Bolognese, San Lazzaro di Savena e Zola Predosa con provenienze, culture, esperienze e appartenenze politico/partitiche diverse. Attualmente gli iscritti al comitato sono oltre cinque mila. 
"Pensiamo che il progetto del Passante Autostradale Nord sia sbagliato e dannoso per l'intero territorio bolognese e abbiamo elaborato, in collaborazione con i tecnici, un progetto alternativo - spiegano i portavoce dell'assemblea - Quello interessato dal passante autostradale nord è uno dei territori a ridosso della conurbazione bolognese in cui ancora permane un equilibrio fra aree agricole tradizionali,  aree residenziali, aree commerciali/artigianali, significative aree di interesse storico culturale. Questa peculiarità, anziché essere riconosciuta come un elemento di eccellenza del territorio e quindi come un valore da tutelare e qualificare, verrebbe considerata una caratteristica idonea per la realizzazione del passante autostradale"

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