In Comune si decide sul Passante, manca il numero legale: salta la seduta

Doveva essere passaggio chiave dopo le modifiche introdotte dall'accordo con autostrade. Assenti (giustificati) anche 4 Pd e Frascaroli

Salta la commissione consiliare sul Passante in Comune a Bologna. Le opposizioni in blocco non si sono presentate questa mattina a Palazzo D'Accursio e neanche la maggioranza è riuscita a garantire il numero legale, complice l'assenza (giustificata) di quattro consiglieri dem e di Amelia Frascaroli. Il risultato è che alle 9.30, ovvero mezz'ora dopo l'orario di convocazione della seduta, non erano presenti 19 consiglieri (c'erano 16 esponenti Pd) né i rappresentanti di cinque gruppi consiliari.

E così, come prevede il regolamento, il presidente Vinicio Zanetti è costretto a dichiarare deserta la seduta, che era stata convocata per discutere la delibera sull'addendum all'accordo sul Passante, sul quale la Giunta aveva chiesto la trattazione urgente. "Come gia' sottolineato nella capigruppo di mercoledi'- dichiarano in una nota congiunta Coalizione Civica, Forza Italia, gruppo misto, Insieme Bologna, Lega e M5s- le forze di opposizione ritengono inaccettabile la forzatura sui tempi d'istruttoria della delibera che fa ripartire l'iter del passante. Ricordiamo che, ai sensi del nostro regolamento, le delibere devono avere un'istruttoria di almeno 15 giorni. In questo caso si vorrebbe discutere la delibera oggi e votarla lunedì, nonostante i complessi e corposi allegati"

 Secondo le minoranze, infatti, "non esiste alcuna ragione di urgenza, se non quella del tutto soggettiva di imprimere un'accelerazione su un'opera che riteniamo sbagliata e dannosa per la città". I gruppi di opposizione parlano dunque di "atto di forza della maggioranza", puntando il dito contro la "assoluta indisponibilità a concedere tempi adeguati di discussione". Di fronte a questo atteggiamento, dunque, "ci vediamo costretti a rispondere di conseguenza- affermano le minoranze- anche a tutela del ruolo dei consiglieri comunali, che non possono essere trattati alla stregua di passacarte e dei cittadini che hanno diritto di seguire ed essere informati sui passaggi amministrativi". Per queste ragioni, chiosano, "non parteciperemo a una commissione che a questo punto appare una presa in giro". (San/ Dire)

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