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Torna l'idea del "Passante sud": 5 sindaci pronti alla raccolta firme

Si "vorrebbe collegare la Bologna-Firenze con la Bologna-Ancona tramite una serie di tunnel che dovrebbero bucare la collina bolognese"

Ccinque sindaci Pd del bolognese hanno firmato una dichiarazione congiunta per ribadire la propria contrarietà al "Passante sud", che ancora trova dei sostenitori (nei giorni scorsi ne ha parlato, ad esempio, il sottosegretario leghista Lucia Borgonzoni).

Massimo Bosso di Casalecchio, Stefano Mazzetti di Sasso Marconi, Gabriele Minghetti di Pianoro, Isabella Conti di San Lazzaro e Luca Lelli di Ozzano, annunciando di essere pronti ad avviare una raccolta firme. "È riemersa in questi giorni la proposta di risolvere il problema del nodo tangenziale-autostrada di Bologna tramite la realizzazione del cosiddetto 'passante sud', un'opera che fu già valutata e scartata oltre 20 anni fa- scrivono i primi cittadini- per il suo devastante impatto ambientale, per i suoi rischi idrogeologici e soprattutto per l'incapacità di dare una risposta adeguata alla viabilità bolognese".

"Una serie di tunnel"

Rischi e criticità che sono "stati ribaditi anche recentemente nel corso della Via del cosiddetto Passante di mezzo", aggiungono i sindaci. Il Passante sud "vorrebbe collegare la Bologna-Firenze con la Bologna-Ancona tramite una serie di tunnel che dovrebbero bucare la collina bolognese. Quella collina- continua la nota- che tutti i piani urbanistici dal dopoguerra ad oggi hanno sempre difeso, su cui insiste un vincolo paesaggistico e su cui sono istituti diversi parchi, fra cui quello dei Gessi e calanchi, che sarebbero così pregiudicati". Questi tunnel "dovrebbero movimentare qualcosa come 3,5 milioni di metri cubi di terra e consumerebbero oltre 50 ettari di terreno", sottolineano i sindaci: "Giusto per un confronto ricordiamo come il passante di mezzo consumerebbe 24 ettari". 

I tunnel, inoltre, attraverserebbero un'area "estremamente delicata" dal punto di vista geologico e l'inquinamento atmosferico "non sarebbe affatto risolto", scrivono i sindaci della provincia. "Ma quel che è forse peggio è che il Passante sud intercetterebbe una quota minoritaria dei mezzi che ogni giorno attraversano il nodo bolognese- continua la dichiarazione congiunta- e lascerebbe del tutto irrisolto il problema della tangenziale".

Chi parla di banalizzazione della tangenziale "evidentemente non sa- attaccano i dem- che non sarebbe praticabile sino all'innesto con la Bologna-Padova, ovvero per la maggior parte del suo sviluppo". Inoltre, il Passante sud "non intercetterebbe nessuna delle otto strade radiali bolognesi e quindi non avrebbe la capacità di accogliere e distribuire il traffico locale", aggiungono i sindaci. L'ipotesi a sud, poi, "avrebbe un costo enormemente superiore ad ogni altra ipotesi sin qui studiata, quindi ai già lunghissimi tempi di realizzazione- avvertono i dem- si sommerebbero quelli per reperire i finanziamenti (ammesso che ci si riesca), per effettuare i sondaggi geologici, per irprogettare l'opera, per la valutazione di impatto ambientale e per la conferenza di servizi". Continua la nota: "Ai giustissimi problemi di sviluppo della montagna posti dai colleghi rispondiamo che quella di costruire strade è una soluzione vecchia e superata. Oggi dobbiamo puntare sulla qualitè del nostro territorio sulla valorizzazione delle eccellenze e soprattutto su attività sostenibili dal punto di vista ambientale, non sul cemento". In conclusione, "se il Governo dovesse mai scegliere di rilanciare lo scellerato progetto del Passante sud- annunciano i sindaci- siamo pronti a mobilitarci assieme ai nostri concittadini avviando una raccolta firme". (dire)

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