Patrick Zaki, oggi 6 mesi dall'arresto: Bologna non smette di chiedere libertà per il suo studente

Era il 7 febbraio quando, appena atterrato al Cairo per passare qualche giorno con la famiglia, Patrick venne arrestato con le accuse di fomentare le manifestazioni e il rovesciamento del governo, pubblicare notizie false sui social minando l'ordine pubblico, promuovere l'uso della violenza e istigare al terrorismo

Era il 7 febbraio quando, appena atterrato al Cairo per passare qualche giorno con la famiglia, Patrick Zaki venne arrestato e, due giorni dopo, condotto nel carcere di Mansoura -sua citta' natale- con le accuse di fomentare le manifestazioni e il rovesciamento del governo, pubblicare notizie false sui social minando l'ordine pubblico, promuovere l'uso della violenza e istigare al terrorismo.

Oggi, sei mesi dopo, il 27enne è ancora in carcere, e pochissimo si sa riguardo le sue sorti. Si sa che dal carcere di Mansoura, quasi un mese dopo l'arresto, e' stato condotto a quello di Tora, al Cairo, dove sono detenuti centinaia di attivisti su cui pendono le sue stesse accuse. Si sa che c'e' stata una pandemia, entrata anche negli istituti penitenziari di Al Sisi. Si sa che ci sono state, e continuano a esserci, decine di proteste, lettere, sit-in, manifestazioni in tutto il mondo per chiedere la sua liberazione.

Una lettera da Patrick

Zaki ha scritto una lettera per rassicurare sulle sue condizioni di salute, e lo scorso 27 luglio, inaspettatamente, e' apparso in tribunale, cosa che non accadeva dal giorno del suo arresto (l'hanno visto i suoi legali, la sua famiglia no, non e' stata ammessa). In mezzo, gli appelli dei suoi amici, le richieste di Amnesty e le dichiarazioni dei politici italiani; i murales sparsi per l'Italia -il piu' noto, l'abbraccio di Regeni a Zaki, "Stavolta andra' tutto bene"- la cittadinanza onoraria a Bari e, ancora prima, Bologna. Bologna, la sua citta' adottiva.

Bologna non lo abbandona

Era l'agosto 2019 quando Zaki arrivo' sotto le Due torri per frequentare il master "Gemma" dell'Erasmus Mundus, in studi di genere e delle donne) il Corso di laurea magistrale in letterature moderne, comparate e post coloniali offre la possibilita' di iscriversi a un percorso internazionale con un curriculum dedicato Curriculum Women's and Gender Studies).

Oggi Bologna non smette di chiedere libertà per il suo studente. L'artista e attivista Gianluca Costantini ha realizzato il disegno che ritrae Zaki tra il filo spinato, soggetto dell'enorme manifesto affisso prima su Palazzo dei Notai, la parete che si affaccia su Piazza Maggiore, poi sulla Garisenda. È sempre Costantini l'autore delle sagome del ragazzo sparse per tutte le biblioteche della citta', un modo per farlo sentire ai propri amici, oltre che per garantire il distanziamento fisico previsto dalle norme anti-Covid. E quelle sagome, pochi giorni fa, con lo stesso scopo sono anche arrivate in Piazza Maggiore, presenti nella platea di Sotto le stelle del cinema, il meraviglioso cinema all'aperto che accende lo schermo sul crescentone nel cuore della citta'. Che ne sara' di Zaki, adesso? Per ora, sappiamo che la detenzione arrivera' sino alla fine di agosto.

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"Patrick, voglio ascoltare le tue storie e raccontarti le mie. Devi averne molte da raccontare. Anche se ora sei da solo in prigione, non hai mai abbandonato la tua lotta, cosi' noi non abbiamo lasciato che il fuoco si spegnesse": inizia cosi' la lettera che Shilpi Gupta, laureata al master Gemma e dottoranda dello stesso master di Patrick, ma all'Universita' di Granada, ha scritto al collega. "Caro Patrick, ti aspettiamo. Tua mamma vuole cucinare con te, tuo padre muore dalla voglia di guardarsi con te un film sul divano, i tuoi amici non vedono l'ora di fare serata con te. Ci manchi tanto, Patrick. PS: Compagno, racconto sempre di te al mio bambino di sette mesi. Ascolta la tua storia, e i suoi occhi brillano per il tuo coraggio".(Dires - Redattore Sociale) 

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