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Patrick Zaki, Merola: "Stiamo pagando un prezzo alto in credibilità, il Governo agisca"

"Un Paese - l'Egitto - che si dice nostro alleato. E' ora di agire, una presa di posizione chiara non della città, del sindaco, del Consiglio comunale ma del nostro Governo"

"Stiamo pagando un prezzo troppo alto in termini di credibilità e di relazioni autentiche con un Paese che si dice nostro alleato". E' il duro intervento del sindaco Virginio Merola, oggi, 23 novembre, in Consiglio comunale. Il primo cittadino sollecita quindi il Governo a fare di più rispetto alla vicenda di Patrick George Zaki, lo studente dell'Alma Mater incarcerato in Egitto che si è visto prorogare la detenzione preventiva. "E' ora di agire attraverso tutti i canali diplomatici possibili e quelli necessari a definire una presa di posizione chiara non della città, del sindaco, del Consiglio comunale ma del nostro Governo perchè l'Italia e l'Europa insieme chiedano libertà per Zaki e giustizia per Giulio Regeni".

Caso Zaki, fine pena mai: altri 45 giorni di carcere preventivo

Quando assieme all'Università e ad Amnesty international "abbiamo iniziato il lungo percorso per chiedere la libertà di Patrick- affermaMerola- eravamo forse tutti convinti che questo percorso non sarebbe stato nè corto nè semplice, ma avevamo e abbiamo tuttora la convinzione che non puo' essere un affare interno dell'Egitto, perchè il cittadino Zaki è uno studente dell'Alma Mater e come studente per noi, per tutta la città, è un cittadino di Bologna". Il rispetto dei diritti umani "non puo' essere una questione nazionale", aggiunge Merola, non "in Europa e nei rapporti internazionali che abbiamo".

Patrick Zaki è in carcere "senza un procedimento da ormai nove mesi, in una catena di rinnovi della custodia preventiva che sembra non avere fine", sottolinea il sindaco. "Con Regeni, purtroppo, abbiamo dovuto assistere finora a una finta collaborazione giudiziaria, la nostra magistratura è a un passo dal dichiarare la fine delle indagini e l'individuazione di responsabili di cui verificare le colpe, con Zaki invece- afferma Merola- assistiamo al puro arbitrio e si aggiunge, ora, la caccia uomo verso l'ong che sta chiedendo la sua liberazione". Infatti in meno di una settimana, tre attivisti al vertice dell'organizzazione non governativa, sono stati arrestati.

Oltre che al Governo, infine, Merola si rivolge anche al Consiglio comunale affinchè "continui a far sentire la propria voce insieme ad Amnesty e a tutti gli altri studenti e cittadini interessati". Si tratta di "una battaglia di civilta' e di democrazia", dichiara Merola. (dire)

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