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Cronaca

Patrick Zaki, il caso al Consiglio dei ministri degli esteri dell'UE

Il sottosegretario agli Esteri Di Stefano si è impegnato "a verificare se in occasione della riunione a Bruxelles del 25 gennaio, unitamente al caso Regeni verrà posto il tema dello studente dell'Università di Bologna"

Al prossimo Consiglio dei ministtri degli Affari esteri dell'Unione europea di lunedì 25 gennaio, sarà trattata anche la questione di Giulio Regeni, con l'Italia che cercherà di richiamare l'attenzione anche sul caso di Patrick Zaki, lo studente dell'Alma Mater arrestato in Egitto lo scorso febbraio, al quale nei giorni scorsi è stata rinnovata la detenzione per altri 15 giorni. 

L'invito a cercare di sfruttare l'occasione per esaminare la situazione di Patrick è arrivato dalla presidente della commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, Stefania Pucciarelli. E il Governo ha detto che ci si proverà.

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Il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, infatti, nel confermare che "la nostra rappresentanza diplomatica in Egitto segue costantemente la vicenda giudiziaria di Patrick Zaky, e nel ribadire estrema attenzione su questo", si è impegnato "a verificare se in occasione della riunione a Bruxelles dei ministri degli Esteri europei del 25 gennaio, unitamente al caso Regeni verrà posto il tema del giovane studente dell'Università di Bologna". La commissione si era riunita ieri per approfondire, con il sottosegretario, il tema delle esportazioni italiane di armamenti e della tutela dei diritti umani; due temi che si intrecciano prima nella vicenda di Giulio Regeni e ora in quella di Zaki. e Pucciarelli, in apertura di seduta, ha ricordato proprio l'impegno della commissione sul caso di Patrick Zaky e sulla tutela dei diritti umani in Egitto.

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Di Stefano ha spiegato la normativa che regola la vendita di armi da parte dell'Italia ad altri paesi dicendo che "esempi molto chiari di come l'Italia agisca per bilanciare gli interessi commerciali con le esigenze di tutela dei diritti umani vengono dai casi di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Turchia ed Egitto": in occasione delle verifiche periodiche sul rispetto dei diritti umani da parte del Consiglio dei diritti umani Onu di Ginevra, "le raccomandazioni vertono su aspetti critici e cruciali come l'abolizione della pensa di morte e, almeno, la moratoria delle esecuzioni. Lo stesso approccio è stato adottato nei confronti dell'Egitto -e a questo proposito va ricordato che al prossimo Consiglio Affari esteri dell'Unione europea, il 25 gennaio, sarà portata la questione di Giulio Regeni- soltanto rigorose valutazioni di tipo geo-strategico e tecnico-militare hanno portato a confermare l'autorizzazione alla vendita a quel Paese delle due fregate Fremm", ha specificato il sottosegretario. (dire)

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