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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

Zaki torna su Instagram. Intanto da Bologna si sollecita la cittadinanza italiana per lo studente

Patrick aveva spiegato che stava faticando per riavere accesso a Instagram. Finalmente la risoluzione

"Ho appena riavuto il mio account Instagram pieno di memorie, sostegno e amore". Così Patrick Zaki fa sapere di aver riottenuto l'accesso al proprio account. Una conquista per lo studente egiziano dell'Università di Bologna che dopo la scarcerazione aveva rivolto, in un tweet, un appello a Instagram per riavere accesso al proprio profilo dopo quasi due anni in carcere. Tornato in libertà, aveva riaperto due account ufficiali, su Twitter e Facebook, mentre su Instagram si era inizialmente diffuso un account fake poi chiuso.

Patrick aveva spiegato che stava faticando per riavere accesso a Instagram perché aveva perso l'accesso a numero di telefono e indirizzo di posta elettronica precedenti.  Aveva provato a contattare Instagram, ma inutilmente. Poi ieri la bella notizia.

Ora per lo studente la battaglia più grande da vincere. Quella legale, ancora in sospeso, con L'Egitto. Uscito di prigione dopo 22 mesi,  è però ancora sotto processo nel suo apese d'origine, e una nuova udienza è fissata il primo febbraio.  

Sollecito per cittadinanza italiana a Zaki

Intanto  il nostro territorio si muove affinchè il governo riconosca a Patrick la cittadinanza italiana. A chiederlo è una risoluzione del Partito Democratico a firma dei consiglieri Lia Montalti (prima firmataria), Palma Costi, Andrea Costa, Roberta Mori, Nadia Rossi, Luca Sabattini, Ottavia Soncini, Manuela Rontini, Stefano Caliandro, Marcella Zappaterra, Francesca Maletti, Antonio Mumolo, Pasquale Gerace, Marco Fabbri e Marilena Pillati.

"Il 30 luglio 2020, l'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato una risoluzione con cui si invita la Giunta regionale a intervenire sul governo perché si attivi, anche in sede di Unione Europea e di organismi internazionali, per spingere il governo egiziano a rispettare i diritti umani e liberare Patrick George Zaki, consentendogli di terminare i suoi studi in Italia", spiegano i Democratici, che sottolineano come "l'8 dicembre scorso Patrick Zaki è stato scarcerato dalle autorità egiziane dopo che un tribunale, il giorno precedente, ne aveva ordinato la liberazione in attesa delle prossime udienze. Zaki è stato scarcerato ma non assolto: le accuse contro di lui rimangono in piedi e dovrà presentarsi in udienza il 1° febbraio, in Egitto. Dopo la scarcerazione, primo segnale positivo, la situazione tuttavia non si è ancora risolta definitivamente per Patrick Zaki, che rischia una condanna fino a cinque anni di reclusione".

 

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