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Studente arrestato, la conferma dall'Egitto: "È in stato di fermo"

Alle 20 in piazza Maggiore un flash mob per chiedere 'Libertà per Patrick'

Il ministero dell'Interno egiziano ha confermato il fermo di 15 giorni "stabilito dal procuratore generale" a carico di Patrick George Zaky, il ricercatore egiziano arrestato all'aeroporto del Cairo nella notte tra giovedì e venerdì. Il fermo di due settimane è stato adottato per permettere agli inquirenti "il proseguimento delle indagini" a carico del ragazzo.

In un post in lingua araba diffuso sulla pagina Facebook del ministero, si smentisce inoltre che lo studente e attivista per i diritti Lgbt sia "di nazionalità italiana", notizia che starebbe circolando su alcuni "siti e social network" definiti "sospetti". Zaky è iscritto al master in Studi di genere presso l'Università di Bologna, ed e' attualmente tenuto in stato di detenzione presso la procura della repubblica della città settentrionale di Al-Mansoura. 

Non appena venuta a conoscenza della notizia relativa allo studente Patrick George Zaky, l’Università di Bologna si è attivata creando un gruppo di crisi interno che ha avviato una collaborazione con le autorità competenti.

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"L’Ateneo - si legge in una nota - si è subito messo in contatto con il Ministero dell’Università e per questo ringrazia il Ministro Manfredi che si messo a disposizione immediatamente. Si sono inoltre attivati il Ministero degli Interni e l’Ambasciata italiana al Cairo attraverso la Farnesina. L’Università di Bologna sta seguendo con grande attenzione l’evolversi della situazione e auspica che questa vicenda possa avere un esito rapido e positivo, nella piena trasparenza e completezza delle informazioni e nel pieno rispetto dei diritti delle persone".

"Patrick George Zaky - dice il prorettore Mirko Degli Esposti - ha vinto una borsa di studio, dopo una rigorosa selezione, per partecipare al prestigioso master internazionale GEMMA, un corso di studio unico in Europa sugli studi di genere. Da quando ha iniziato le sue attività all’Università di Bologna, lo scorso settembre, Patrick ha partecipato al corso con grande entusiasmo, competenza e professionalità. Tutte le testimonianze raccolte da parte dei docenti e delle studentesse e studenti che lo hanno conosciuto restituiscono un ritratto molto diverso da quanto sembrano indicare le autorità egiziane".

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"L’Ateneo auspica che Patrick possa tornare al più presto a Bologna per riprendere gli studi del secondo semestre e proseguire poi il suo percorso anche il prossimo anno come aveva previsto".

Flash mob in piazza Maggiore

Intanto stasera in piazza Maggiore è stato organizzato un flash mob per chiedere che lo studente sia liberato. Questo il testo: "Nella notte tra giovedì e venerdì, al suo rientro in Egitto per andare a trovare la famiglia, Patrick Zaki è stato catturato dalle forze di sicurezza del regime del generale Al-Sisi. Patrick è uno studente dell'Università di Bologna e un attivista per i diritti umani. Esattamente come successe per Giulio Regeni, di lui si sono perse le tracce. La famiglia non ha sue notizie da giovedì. Chiediamo che sia immediatamente data la possibilità ai famigliari del ragazzo di sapere in che condizioni si trova, che siano tutelati i suoi diritti e che sia messo nelle condizioni di potersi difendere! Non permetteremo un nuovo caso Regeni! Non lasciamo da solo Patrick! Patrick è uno di noi!".

La petizione su Change.org

Continua a raccogliere adesioni la petizione lanciata sulla piattaforma change.org che chiede al governo egiziano di rilasciare Patrick Zary. "Le forze di sicurezza dello stato egiziano coinvolte sono le stesse di quelle che hanno preso parte all'omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni nel 2016", si legge nel testo.

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