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Domenica, 25 Settembre 2022

Terapie antibiotiche, a Bologna firmato il patto per un uso consapevole | VIDEO

Istituzioni, ordini professionali e cittadini firmano un accordo per una gestione appropriata e prudente delle terapie antibiotiche

Nella splendida cornice della Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio, i direttori generali delle Aziende sanitarie di Bologna e Provincia (Policlinico di Sant’Orsola IRCCS, Istituto Ortopedico Rizzoli IRCCS, Azienda USL di Imola e Azienda USL di Bologna), il presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana, l’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna, il Magnifico Rettore dell’Università di Bologna, i presidenti degli Ordini professionali sanitari provinciali (Medici, Medici Veterinari, Farmacisti, Professioni Infermieristiche, Ostetriche e Professioni Sanitarie), in collaborazione con la Presidente della Commissione consiliare Salute e Welfare del Comune di Bologna, hanno firmato un patto per una gestione appropriata e consapevole delle terapie antibiotiche. Il patto è volto a migliorare e rinforzare gli elementi di coscienza legati ad una prescrizione inappropriata degli antibiotici. 

Parallelamente, nasce per la prima volta in Italia la struttura complessa dedicata alla “Stewardship Antimicrobica”, istituita nell’ambito del Dipartimento Interaziendale di Gestione Integrata del Rischio Infettivo, d’intesa con le Aziende sanitarie dell’Area Metropolitana (AUSL Bologna/IRCCS delle Scienze Neurologiche, AUSL Imola, IRCCS AOU S.Orsola- Malpighi e IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli) e l’Alma Mater Studiorum. La struttura, guidata da Fabio Tumieto, infettivolo dell’Azienda USL di Bologna, si prefigge lo scopo di promuovere l’uso appropriato degli antibiotici, a partire dalla scelta del farmaco, dal suo dosaggio per arrivare alla durata della somministrazione.

Una sfida globale che, dopo il Covid-19 – si legge nel comunicato stampa – rappresenta l’emergenza per la sicurezza delle cure del presente e del futuro. Solamente in Italia, ogni anno sono 11 mila i morti da infezioni resistenti agli antibiotici, senza dimenticare che il 70% degli antimicrobici è impiegato in ambito non umano, ma animale e zootecnico. Su questo fronte, peraltro, la struttura interaziendale ha già avviato collaborazioni con il Dipartimento di Medicina veterinaria per promuovere la corretta formazione dei futuri veterinari, con l’intenzione di pianificare ulteriori azioni a supporto dell’attività delle strutture di sorveglianza e monitoraggio degli allevamenti di animali, dove l’eccessivo ricorso agli antibiotici contribuisce in buona parte all’incremento della resistenza agli antimicrobici”.

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