Pedonalizzazione, residenti: 'Che il centro non diventi una Pompei'

Confronto con i residenti dei quartieri interessati dal piano pedonalità. Dal Santo Stefano la Presidente: "Non mancano i dubbi". Cittadini: 'Sì a bonifica, ma no a un luogo disabitato che non tiene conto del quotidiano"

L'incontro sul piano pedonalità con i residenti Santo Stefano

Accelerata dal Comune per il piano pedonalità nel centro cittadino, manca il giro di consultazione con i cittadini, poi l'approvazione finale attesa per aprile. in Gremita la Sala del Baraccano dove stasera i residenti del quartiere Santo Stefano hanno ascoltato e discusso la pedonalizzazione del Centro Storico nell’ambito del percorso di confronto “Di nuovo in centro”, che si propone di raccogliere dai cittadini idee e criticità.
“E’ necessario spiegare il piano, specificare i numeri civici per comprendere bene tutte le vie interessate. Come quartiere, siamo in linea, ma non mancano i dubbi, normali in un momento di cambiamento”, così la Presidente del Quartiere Santo Stefano Ilaria Giorgetti. 

Ad illustrare il progetto, l’architetto Francesco Evangelisti, direttore del settore piani, progetti strategici e riqualificazione urbana del Comune di Bologna: un centro come luogo d’incontro, ma con traffico molto elevato e numerosi incidenti stradali. Rumoroso e inquinato, sporco e maltrattato. Questo è il quadro che la Giunta Merola si propone di ribaltare con vaste aree pedonali, parcheggi e posti auto, regole di accesso, car e bike sharing, una tangenziale ciclabile da Saragozza a Castiglione, nuovi arredi urbani e riqualificazione.  Moderatrici, lavagne per proposte e suggerimenti e, ad ascoltare i residenti divisi in due gruppi, l’assessore Urbanistica e Ambiente Patrizia Gabellini  e ai Trasporti e Mobilità Andrea Colombo.

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Tutti concordi i cittadini nella necessità di una “bonifica” del centro storico, con qualche accusa di intervento “astratto e tardivo, in stile sovietico”. E a seguire: maleducazione, cassonetti stracolmi, possibile aumento del bivacco, scritte sui muri e studenti che studiano a Bologna, ma non la amano, insieme all’appoggio incondizionato al Comune in cambio di una rivoluzione culturale che modifichi le abitudini dei cittadini,  più mezzi pubblici e più rispetto delle regole da parte di automobilisti, pedoni e ciclisti.
“Non vorrei che il centro diventasse come Pompei, un luogo disabitato che non tiene conto della quotidianità” è la posizione di un residente in via de’ Mattuiani.
Niente di inedito né di inesatto dunque nei suggerimenti degli intervenuti in queste prove di democrazia partecipata. Qualche momento di acceso diverbio , un po’ buone pratiche, un po’ amarcord.




 

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