Pedoni a rischio: tra marciapiedi rotti, strisce poco visibili e percorsi ad "ostacoli"

Diffusi i punti deboli sulle nostre strade, come traccia l'ultimo dossier di Legambiente, che sferza l'amministrazione: "La nostra città rema contro gli spostamenti a piedi'

Tanti, troppi i pedoni che ogni anno perdono la vita sulle nostre strade. Vittime di incidenti. Ma gli incidenti possono essere prevenuti, seguendo un lavoro a puntino sulla sicurezza stradale? E com'è la situazione sulle vie della civile Bologna?

Marciapiedi sconnessi, attraversamenti pedonali poco visibili, percorsi  “ad ostacoli” e tratti del tutto promiscui con le biciclette: tanti e diffusi i punti deboli sulle nostre strade, secondo il Dossier tracciato da Legambiente - ovvero Il Libro bianco dei pedoni, che arriva alla sua seconda edizione.
“L’idea di riproporlo - dichiara Claudio Dellucca, presidente locale dell’associazione ambientalista -  è nata in occasione della Settimana europea sulla mobilità sostenibile, allo scopo di individuare quanto la nostra città remi contro gli spostamenti pedonali, in un contesto che ha visto adottare da due anni a questa parte misure senz’altro molto apprezzabili, come quella dei T-days nel centro storico e l’estensione delle zone 30 ad alcuni ambiti di periferia”.
La novità della piccola ricerca sviluppata nel corso dell’autunno è consistita nel rapporto che si è tentato di attivare con i cittadini nelle vesti di pedoni, sollecitandoli a rendersi protagonisti di rilevamenti e segnalazioni. “Pur riconoscendo un limite nella quantità delle segnalazioni - afferma Luca Maccaferri, curatore della pubblicazione - il tentativo attuato ha dato i suoi frutti: nel fascicolo sono infatti raccolte semplici ma eloquenti documentazioni di una serie rappresentativa di criticità per la circolazione dei pedoni a Bologna”.

Si è posto anche l’accento sulla zona S.Ruffillo, dove la carenza di percorsi connessi e protetti non consente a pedoni e ciclisti di disporre di valide alternative ai pericoli e al rumore di via Toscana. “La soluzione di queste problematiche e la realizzazione di altre opere di sgravio al nodo di Rastignano - denuncia Callisto Valmori, motore di un’associazione con sede nei pressi del Molino Parisio –  sono purtroppo soggette ad annosi ritardi, nonostante le non ingenti previsioni di costo”.   

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Da Legambiente, dunque, l'invito all’amministrazione ad interventi più "puntuali ed organici. Per una maggiore vivibilità degli spazi urbani, perché siano sempre più  sgravati dal traffico,  e quindi dai picchi di smog e di rumore, per la possibilità di compiere percorsi più sicuri, come quelli dei pedibus nei tragitti casa-scuola, per favorire spostamenti sulle due ruote non inquinanti, veramente competitivi  rispetto all’uso dei veicoli a motore, lungo tracciati riservati e tra loro collegati". Infine la richiesta agli amministratori locali di estendere e qualificare le zone pedonalizzate e ad alta pedonalità,  di realizzare altre zone 30 in periferia, di migliorare e collegare tra loro i  percorsi ciclopedonali esistenti nella città.

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