Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Treni, lavori sulla Bologna-Portomaggiore: 'Servizio sospeso per 2 anni tra Roveri e Centrale e non cambierà nulla'

E' l'affondo di Legambiente che oggi pubblica Pendolaria, il report che traccia il bilancio della situazione del trasporto ferroviario. Dure le contestazioni sulla gestione del nodo bolognese: 'Investimenti cospicui su opere inutili, mentre restano sulla carta le vere priorità"

Presentato oggi Pendolaria 2014, il dossier di Legambiente che traccia il bilancio della situazione del trasporto ferroviario. I dati raccolti raccontano di tagli e aumento del costo dei biglietti per i 2milioni e 768mila passeggeri italiani che usufruiscono del servizio ferroviario regionale. Tra il 2009 e il 2012- sottolinea l'associazione - " si è assistito a un autentico paradosso: mentre i passeggeri aumentavano del 17% le risorse statali per il trasporto regionale su gomma e ferro veniva ridotto del 25%.  Anche l’Emilia Romagna,  risente dell’andamento generale con tagli al servizio  (-5,4 % dal 2010 ad oggi) e aumenti tariffari (+16,1 %)".

"Le priorità della politica locale rimangono altre". Così accusa Legambiente. Appare "singolare", affonda sarcastica l'Associazione, "che negli stessi giorni in cui i pendolari della linea Porrettana censiscono gli ennesimi disservizi ed il calvario di ritardi e treni annullati, proprio oggi si tengano due momenti istituzionali per decidere investimenti cospicui su progetti che vanno a solo vantaggio della mobilità su gomma. Da una parte la conferenza dei sindaci interessati dal passante nord, che negozieranno oltre 150 milioni di opere accessorie all’autostrada, dall’altra la conferenza dei servizi sul progetto di interramento della Bologna Portomaggiore".
“Dei progetti per la mobilità metropolitana ritenuti “strategici” dalle amministrazioni, al momento nessuno è a favore del trasporto pendolare. - ricorda Lorenzo Frattini presidente regionale di Legambiente– Si prevedono investimenti per almeno 1300 milioni sul passante autostradale, 100 milioni per il People Mover e 48 milioni per l’assurdo intervento sulla linea Bologna- Portomaggiore. Quando con 75 milioni si risolverebbero quasi tutte le strozzature del SFM”

Il progetto dell’interramento della Linea Bologna- Portomaggiore, continua Legambiente, "comporterà la sospensione totale del servizio tra le stazioni Roveri e Bologna Centrale per circa due anni e mezzo, ad a fine lavori vedrà un servizio ferroviario immutato nelle modalità, nei tempi di percorrenza e nei mezzi circolanti, la maggior parte con motori diesel, e soprattutto che renderà impossibile il raddoppio della linea in futuro, l’unica soluzione per migliorare il servizio in modo strutturale e aumentare le frequenze". Sono oltre 4.000 i cittadini che quotidianamente usano questa linea per raggiungere il posto di lavoro o la scuola, preferendo il trasporto pubblico al proprio mezzo privato, e togliendo quindi traffico dalle strade e inquinamento dall’aria. Una linea nodale per il disegno complessivo del trasporto pubblico bolognese che potrebbe aumentare l’utenza con  l’aumento delle frequenze - spiega ancora l'Associazione, sottolineando però che "la complessità del progetto condurrà a lunghi tempi per la fine dei lavori, e un catastrofico blocco dei servizi di trasporto, proprio quando l’attivazione della tratta ferroviaria Portomaggiore Dogato (prevista per il 2015), avrebbe consentito il collegamento diretto Codigoro – Bologna, attraverso la linea Bologna Portomaggiore".
L’associazione depositerà gli atti con le proprie valutazioni e proposte in Conferenza dei Servizi, che si esprimerà definitivamente in questi giorni: l’auspicio è che "si punti intelligentemente sul SFM, perseguendo una reale alternativa all’uso dell’auto, per la tutela della salute collettiva e per le esigenze di mobilità sostenibile". In merito Legambiente ha anche lanciato una specifica petizione per salvare la Linea Bologna-Portomaggiore.

Sul piano dei trasporti metropolitani "il paradosso più grande - per l'associazione - risulta il fatto che al centro dell’agenda politica e del quadro degli investimenti rimanga il Passante autostradale Nord.  Quando i dati attestano che mentre il numero di pendolari cresce il traffico autostradale risulta in calo. Come ricorda il Comitato contro il Passante Nord, sono gli stessi documenti di Autostrade per l’Italia ad attestare l’inutilità dell’opera. Documenti in cui si riferisce di “modesti benefici trasportistici attesi per la collettività”, “consistenti impatti territoriali  ed ambientali”, e “scarsa sostenibilità dell’analisi costi-benefici”.  Nonostante questo si vogliono utilizzare non meno di 1300 milioni di euro, destinabili ad altro se solo ci fosse la volontà politica di farlo".

E’ di pochi giorni fa invece la notizia che RFI ha ceduto gratuitamente al Comune gli spazi per il passaggio del People Moover, "un’altra opera inutile - torna ad attaccare Legambiente - che si potrebbe sostituire agevolmente con un aumento delle frequenze dei treni tra Bologna e Calderara/Bargellino, fermata ferroviaria già esistente ed a poche centinaia di metri dall’ingresso dell’aereoporto. Da qui basterebbe un raccordo navetta tra la fermata ferroviaria ed il Gate dell’aeroporto Marconi".

A rimanere sulla carta, invece, sarebbero "le vere priorità del trasporto pendolare, che incidono sulle esigenze di chi si sposta in treno tutti i giorni: il raddoppio della linea Porrettana e per Portomaggiore, la linea passante Vignola Portomaggiore in stazione Centrale.  Opere il cui valore Legambiente stima in circa 75 milioni di investimento."
Legambiente chiede a Comune e alla futura giunta Regionale di rivedere le priorità di investimento sulla mobilità e pensare alle opere che serviranno ancora ai nostri figli, non a quelle la cui utilità è già dubbia oggi.

Le buone notizie. Da Pendolaria non emergono tuttavia solo le problematiche legate al trasporto pendolare, c’è anche la "buona notizia" dell’acquisto da parte di Tper di 7 nuovi treni Stadler Etr 350 dedicati al trasporto pendolare, che si aggiungono ai 12 acquistati da FER e già in circolazione dal 2013 sulle linee Bologna-Vignola, Bologna-Portomaggiore, Bologna-Porretta, Bologna-Rimini, Ferrara-Ravenna, Bologna-Milano, Ferrara-Bologna-Imola e Bologna-Poggio Rusco. L’associazione ha deciso di attribuire una menzione speciale di merito a Tper per l’acquisto di questi treni, che consentiranno di  sostituire  progressivamente su alcune tratte elettrificate i mezzi a gasolio con convogli elettrici. I treni Stadler Etr 350 sono convogli a 5 carrozze, capaci di 270 posti a sedere e 350 in piedi, 8 ampie porte per favorire l'incarrozzamento e l’accessibilità ai disabili, postazioni e toilettes attrezzate per passeggeri con disabilità motoria, posti portabiciclette per favorire la mobilità integrata treno-bici, pianale ribassato sul 90% di tutta la superficie calpestabile e climatizzazione integrale. "Un passo - chiosa Legambiente - verso la qualità del servizio pendolare". Anche se i pendolari pare non siano tutti concordi.

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