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I pensionati emiliano-romagnoli 'fuggono' all’estero, Ugl: 'Incentivi per farli tornare'

Vivono all’estero con la pensione italiana

C’è un emendamento alla Manovra 2019 del governo – presentato del senatore leghista ed economista  Alberto Bagnai – che come incentivo ai pensionati che hanno deciso di trascorrere gli anni del riposo estero fuori dall’Italia prevede una tassa fissa al 7% per 5 anni a patto che i nostri con azionali tornino in Italia, e in specie nelle Regioni del Sud.

La proposta ricalca il "modello Portogallo" che in alcuni distretti favorisce il riconoscimento della residenza attraverso  incentivi, servizi creati ad hoc e regime fiscale agevolato.

“Secondo le ultime stime almeno 40 mila persone (di queste 27mila percepiscono una pensione contenuta tra i 650 e i 1000 euro al mese) vivono  all’estero con la pensione italiana. Ma la statistica non tiene conto di coloro che, ufficialmente, risultano ancora residenti in Italia ma che in realtà trascorrono alcuni mesi (fino a 6-7 mesi) all’anno oltre frontiera, consumando e pagando le tasse lontano dall’Italia.  Le regioni italiane che registrano il flusso migratorio più alto sono Lombardia ed   Emilia Romagna, dunque una proposta di questo tipo deve essere dibattuta e se non altro può costituire un’occasione di confronto non soltanto in materia di contenimento demografico, ma anche di sviluppo socio-economico del nostro Paese”: commenta il segretario generale dell’Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua. 

La proposta per far rientrare in Patria i pensionati italiani oggi residenti all'estero era stata invocata dal vicepremier Matteo Salvini questa estate.

L’emendamento Bagnani pone l’obbligo di  andare a vivere nelle Regioni del Sud e soprattutto   in piccole località con  una popolazione inferiore ai 20mila abitanti e vincola le maggiori entrate calcolate con il ritorno alla tassazione degli “espatriati” all'istituzione di nuovi  Poli universitari tecnico-scientifici. 

Il governo sosterrebbe con piani sanitari a breve termine ed esenzione totale dalle imposte per i primi 10 anni  le amministrazioni comunali a tassazione ridotta  per i pensionati che si trasferiranno in Italia.

“All’estensore dell’emendamento riconosciamo con un colpo solo la ratio di voler  da un lato: riportare in patria gli italiani che hanno scelto altre mete estere e dall’altro: ripopolare i piccoli borghi che stanno morendo.  In questa materia c’è un approccio del  governo: evitare non soltanto la fuga dei “cervelli” ma anche quella dei nostri “nonni” che non possiamo non condividere. Come sindacato abbiamo sempre avanzato la necessità di sostenere categorie svantaggiate come quelle degli anziani e dei pensionati. E la questione demografica , che corre in parallelo con il problema della spopolamento delle periferie, è essenziale per garantire una forza lavoro a manovalanza autoctona piuttosto che vincolata alle quote di immigrati stranieri. Sono temi, questi,  solitamente esclusi dall’agenda dei governi precedenti e adesso s’è aperto, finalmente,  il dibattito. Per tutte queste ragioni,  per eventuali modifiche o correttivi , diciamo: parliamone”: conclude  il   segretario generale dell’Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua.

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