Cronaca Centro Storico / Piazza Maggiore

"Per il diritto all’istruzione in presenza e in sicurezza", si torna in piazza a Bologna

Domani presidio in piazza Maggiore, del movimento che raduna  insegnanti, educatori, studenti e genitori anti-Dad . Varie le richieste sul piatto

Ancora polemiche contro la DAD. Il mondo della scuola sotto le due torri è spaccato. C'è chi non arretra davanti alle lezioni lontane dalle aule. E si torna a manifestare, all'indomani del nuovo Dpcm che ha posto Bologna in zona gialla. Il libero movimento "Priorità alla scuola Bologna" scende in piazza, radunando insegnanti, educatori, studenti e genitori. La nuova mobilitazione avrà luogo domani, 7 novembre, in piazza Maggiore, ore 16. 

"Siamo tutti consapevoli della violenza e della velocita? di diffusione del virus - spega una nota del movimento anti-Dad - Non siamo pero? disposti a lasciarci ammutolire da una narrazione orientata a presentare come una fatalita? ineluttabile la chiusura delle scuole ed il ricorso alla Dad, ne? alle superiori ne? altrove. La situazione in cui ci troviamo non e? la conseguenza della riapertura delle scuole, ma e? piuttosto il risultato non solo del decennale e sistematico disinvestimento nella sanita? e nella scuola pubblica, ma anche delle scelte politiche miopi degli ultimi mesi: a partire dalla richiesta di aumentare la capienza dei trasporti pubblici dal 50 all’80 per cento, che i presidenti delle Regioni hanno presentato e ottenuto nello scorso agosto, nonostante il parere contrario del CTS. E il ricorso alla Dad non e? la soluzione, ma solo una scorciatoia per continuare a non affrontare il nodo dei trasporti e della sanita?." 

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Le proposte del movimento anti-Dad

Per questo si torna a manifestare, chiedendo che le scuole siano " le ultime a chiudere – in caso di estrema "necessita? – e le prime a riaprire in sicurezza". Non solo.

Varie le proposte sul piatto. Il gruppo chiede anche "che per le allieve e gli allievi delle scuole di tutti gli ordini e gradi sia rispettato o ripristinato il diritto all’istruzione, che non consideriamo in nessun modo garantito attraverso il ricorso alla Didattica a distanza;   che da subito e in modo trasparente l’amministrazione proceda – di concerto con le aziende di trasporto e con gli istituti scolastici – a pianificare le condizioni che permettano di raggiungere le scuole in sicurezza, senza affollare i mezzi di trasporto; che in ogni plesso scolastico sia predisposto un presidio sanitario, che garantisca la sicurezza di tutti i membri della comunita? educante e un sistema di tracciamento rapido". E ancora, si invocano "e forme di welfare nel caso in cui un nuovo lockdown generalizzato obbligasse nuovamente i genitori a casa e che vengano sostenute e riaperte il prima possibile tutte quelle attivita? formative e culturali che – oltre a contribuire in modo fondamentale al sano sviluppo psico-fisico di bambine/i e adolescenti e al benessere della comunita? – hanno rappresentato e continuano a rappresentare un argine simbolico e materiale alla diffusione del virus, in quanto favoriscono forme di socialita? controllate e responsabili, basate sul rispetto delle norme anti-covid." 

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