Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

A Bruxelles si assaggia la piadina: presto il marchio IGP anti-contraffazione

Degustazione davanti alla Commissione Europea per raccontare la storia e le particolarità della Piadina, che si fa risalire all'ai romani: 'In un'epoca di facile contraffazione patrimonio da salvaguardare'

Foto Consorzio Piadina

Niente meno che una degustazione a Bruxelles davanti alla Commissione Europea per raccontare la storia e le particolarità della Piadina.

E' questa la prossima mossa del Consorzio di Promozione della Piadina Romagnola in vista del riconoscimento completo del marchio Igp, oggi transitorio limitato e ai confini italiani.

''In vista del riconoscimento Igp a livello comunitario - ha detto il presidente del consorzio, Elio Simoni intervistato da Rai World, il canale degli italiani nel mondo - è nostra intenzione realizzare una degustazione a Bruxelles davanti alla Commissione Europea raccontando storia, peculiarità, caratteristiche di questo prodotto simbolo della Romagna. La piadina romagnola è un prodotto dalla storia antichissima: in un'epoca di facile 'contraffazione' va salvaguardata come patrimonio per l'intera Romagna''. Il Consorzio di Promozione della Piadina Romagnola è stato costituito nel marzo di quest'anno sulla spinta del riconoscimento Igp. Una quindicina le aziende aderenti in rappresentanza di tutta la zona di lavorazione stabilita dal Disciplinare, da Rimini a parte della Provincia di Bologna, passando per Forlì-Cesena e Ravenna.

RISALE ALL'EPOCA IMPERIALE. Tra i primi a citarla anche Virgilio nel VII libro dell'Eneide quando scrive di una exiguam orbem, un disco sottile che una volta abbrustolito, veniva diviso in larghi quadretti. Si tratta di un cibo semplice che nel corso dei secoli ha identificato e unificato la terra di Romagna sotto un unico emblema passando da simbolo della vita rustica e campagnola, "pane dei poveri", a prodotto di largo consumo. Tra i cantori della Piadina Romagnola troviamo illustri esponenti della letteratura italiana, come Marino Moretti, Aldo Spallicci (col suo nome ha intitolato la rivista di tradizioni romagnole La Piè da lui fondata nel 1920) e soprattutto Giovanni Pascoli, che la definisce il pane nazionale dei Romagnoli. Fino a cent'anni fa, la Piadina Romagnola era un sostituto del pane a cui si ricorreva tra un'infornata settimanale del pane e l'altra. A partire dagli anni Settanta, alle piadine casalinghe si accom-pagneranno quelle di produzione artigianale. Nell'area costiera della zona di produzione, e soprattutto nel riminese, si è storicamente diffusa ed affermata la Piadina Romagnola o Piada Romagnola alla Riminese caratterizzata dal fatto di essere sottile e flessibile. (fonte: Consorzio Piadina Romagnola)

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