Piano freddo, a volte basta una mail per salvare una vita: "Fondamentale la collaborazione dei cittadini"

Così Monico, vice-coordinatrice dell'Help Center, che attraverso una email dedicata è riuscito a raggiungere persone che altrimenti sarebbero rimaste invisibili. Tra le novità di quest'anno, il piano freddo bolognese mette a disposizione 20 nuovi alloggi e un corso di formazionione ad hoc

A volte basta una mail per salvare una vita. Potrebbe sembrare un'assurdita', e invece puo' capitare quando, con le basse temperature, tante persone si trovano a dormire in strada e fanno fatica a essere raggiunte dai servizi: e' allora che i cittadini possono segnalare via mail le situazioni di disagio e facilitare cosi' il lavoro degli operatori sul campo. A Bologna, dall'inizio del piano freddo e' attiva la mail instrada@piazzagrande.it, che ogni giorno raccoglie decine di segnalazioni. "Per noi operatori la collaborazione della cittadinanza e' fondamentale- afferma Giulia Monico, vice-coordinatrice dell'Help Center di Bologna-. Grazie a queste email siamo riusciti a raggiungere persone che altrimenti sarebbero rimaste invisibili, in particolare coloro che si trovano nei luoghi meno frequentati della citta', fuori dal centro o nei parchi. Nei primi quattro giorni abbiamo ricevuto circa 700 segnalazioni, mentre ora ci siamo assestati su un numero di mail che va dalle 15 alle 30 giornaliere: numeri molto piu' alti rispetto all'anno passato".

Negli ultimi giorni la colonnina di mercurio e' scesa fino a - 4 gradi e in alcune citta' italiane il freddo ha fatto vittime: il 28 dicembre e' morto un senza dimora a Verona, il 30 dicembre e la notte di Capodanno due persone sono decedute a Roma, il primo gennaio c'e' stata un'altra vittima a Firenze e infine oggi a Milano e' stato trovato il corpo di un uomo di 47 anni.

"Per via delle basse temperature, la scorsa settimana a Bologna sono stati aperti otto posti in più rispetto ai 303 messi a disposizione dal Comune per il piano freddo- spiega Monico-. Le persone piu' fragili sono per la maggior parte collocate, mentre chi ancora e' fuori spesso ha qualche appoggio, oppure non e' sul territorio in maniera continuativa. C'e' poi una fascia di persone con una situazione molto complessa, che non accetta una collocazione in struttura e preferisce dormire in strada: con loro continuiamo il monitoraggio lavorando il piu' possibile sulla relazione, assicurandoci che abbiano indumenti, coperte e tutto il necessario per affrontare la notte".

Tra le novita' di quest'anno, il piano freddo bolognese mette a disposizione 20 nuovi alloggi da due posti l'uno, con bagno a uso esclusivo, riservati a chi non riesce a stare in strutture collettive. E poi e' stato organizzato il corso di formazione "Esci con noi stasera?", per aspiranti volontari dell'Help Center: agli incontri hanno partecipato circa 60 persone, molte delle quali non erano inserite in reti di volontariato o associazioni. "È stata un'occasione importante per coinvolgere e informare i cittadini riguardo alla condizione dei senza dimora e ai servizi presenti sul territorio- racconta Monico-. Tra i partecipanti, una ventina hanno chiesto di diventare volontari e oggi stanno prendendo parte ai turni per le uscite serali tre volte alla settimana. La qualita' piu' importante del buon volontario e' la continuita': e' l'ingrediente fondamentale per creare una relazione e guadagnarsi la fiducia delle persone che dormono in strada".(Dires - Redattore Sociale)

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