Cronaca

Piano territoriale metropolitano: l'Appennino "pronto alle sfide"

Come spiegano in una nota i sindaci dell'Unione dell'Appennino, nel territorio "esistono molte case non utilizzate e il problema del rischio desertificazione dei centri storici è presente

L’Unione dei comuni dell’Appennino Bolognese promuove il Piano Territoriale Metropolitano:uno strumento importante che segnerà rilevanti cambiamenti. L’Unione dei comuni dell’Appennino Bolognese promuove il Piano Territoriale Metropolitano che a breve, come da cronoprogramma, verrà approvato. Il PTM segue la nuova legge Urbanistica Regionale e anticipa i Piani comunali (PUG) e in linea con la legge regionale, ha come obiettavo quello di ridurre il consumo di suolo, incentivando riqualificazione edilizia e rigenerazione urbana, creando i presupposti affinché siano finanziate anche le risorse occorrenti.

Come spiegano in una nota i sindaci dell'Unione dell'Appennino, nel territorio "esistono molte case non utilizzate e il problema del rischio desertificazione dei centri storici è presente anche qui. Bene quindi condividere una direzione che vada verso il recupero degli immobili presenti.Altri punti del piano che possono avere ricadute positive sul nostro territorio sono l’individuazione di un ambito produttivo specifico della montagna, ed avere quindi una semplificazione normativa per chi vuole insediare qui attività produttive; e soprattutto la creazione di un fondo perequativo, che potrà essere utilizzato per favorire la rigenerazione urbana e gli investimenti strategici nei territori maggiormente in difficoltà - si legge - Un piano, quindi, che contiene novità interessanti su cui lavorare insieme, con una visione complessiva che individui gli scenari, gli obiettivi e le strategie che dobbiamo mettere in campo per i prossimi anni.Il tema dei vincoli in aree agricole è stato un punto che ha alimentato recentemente un dibattito, non sempre chiaro e costruttivo, perché la peculiarità del territorio montano poco si allinea a quello di pianura. Noi abbiamo preferito il lavoro nel merito delle questioni piuttosto che la polemica poco costruttiva".

“In queste settimane è stato molto importante, dunque, il lavoro svolto con gli uffici della Città Metropolitana che ha consentito di entrare meglio negli specifici ambiti esterni al territorio urbanizzato. Un confronto che ha fatto chiarezza, ad esempio, sul permanere della possibilità di ricostruire ruderi o edifici collabenti, individuare con i PUG gli edifici su cui consentire i recuperi e le destinazioni d’uso ammissibili anche a fini residenziali, ed i recuperi delle superfici degli edifici non più funzionali all’attività agricola, sempre previa individuazione da parte del Comun3 - incalzano - Ecco perché abbiamo chiesto ed ottenuto certezza sui margini di autonomia dei Piani Comunali (PUG), anche sulla disciplina dell’edificato sparso e discontinuo, valorizzando un’altra grande novità che la legge regionale dà, ossia la valutazione caso per caso, tramite accordi operativi, che ogni Comune tramite il proprio Ufficio di Pianofarà delle singole proposte di costruzione/ristrutturazione che gli arriveranno in futuro. Un’autonomia da sempre richiesta e che ora andrà ben esercitata".

E concludono: "Quando arrivano delle novità così importanti occorre non fermarsi a battaglie ideologiche ma entrare nel merito di tutta la filiera normativa e non fare confusione di ruoli. La cosa importante è che, oltre a una visione generale, cambieranno anche le modalità di gestione e noi dobbiamo essere pronti.Abbiamo ottenuto la massima autonomia possibile da legge nella stesura dei PUG, perché ogni territorio ha le sue peculiarità, ed ora siamo pronti a raccogliere la sfida nel progettare gli investimenti strategici e di rigenerazione urbana a livello territoriale e sovracomunale, valorizzando anche il territorio non urbanizzato. Questo percorso di lavoro ha definitivamente fatto uscire l’Appennino dallo stereotipo di un territorio che si lamenta e basta: sappiamo invece anche proporre e lavorare insieme, ruolo questo che in questi anni abbiamo dimostrato di saper svolgere”. Sostengono i sindaci dell’Unione dei comuni dell’Appennino Bolognese".

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